Image default
NotiziePCPiattaformeRecensioni

Phantom Squad – Recensione

Quando ho letto della sua uscita, Phantom Squad mi ha incuriosito come pochi titoli di questo genere: un mix tra pianificazione tattica e azione frenetica in stile top-down. Dopo averci giocato, posso dire che il gioco mantiene questa promessa: entrare in una squadra d’assalto, preparare il piano, e poi buttarlo tutto all’aria (letteralmente!) quando le cose vanno storte. La tensione iniziale non tradisce, e il feeling di “nessuna regola, solo missione” fa venire voglia di fare sempre un giro in più.

Il titolo

Il cuore del gioco si divide tra due macrofasi: la preparazione tattica e l’esecuzione in tempo reale. All’inizio di ogni missione, vieni messo davanti alla mappa del livello: in quella fase puoi segnare le posizioni da monitorare, indicare le vie d’entrata, scegliere l’equipaggiamento e dividere i ruoli tra i membri della squadra. È un momento catartico, perché sembra di mettere le pedine su una scacchiera.

Poi inizia la fase di attacco: se hai un piano, puoi seguirlo… almeno fino a quando qualcosa non va storto. E lì entra in gioco la parte più divertente: devi reagire sul momento, riorganizzare la formazione, prenderle o portarle. E quando un colpo sbagliato colpisce un compagno, la tensione sale drasticamente.

Il fatto che il gioco supporti da 1 a 4 giocatori rende l’esperienza molto diversa: se ci vai da solo, diventi un lupo solitario chiamato a gestire tutto. Se giochi con un team, diventa un’esperienza social e strategica, molto più intensa e ricca di dinamiche condivise.

Gameplay ed altro

La parte tattica mette davvero in risalto l’arsenale: puoi scegliere tra più di 20 gadget – dai sensori a infrarossi, alle videocamere da posizionare, ai caricatori breaching. L’idea è semplice: vuoi un approccio silenzioso? Metti sensori e vai piano. Vuoi sfondare la porta? Porta le granate. Hai la libertà di combinare stili diversi in base alla squadra e allo scenario.

Quando si entra in azione, il feeling è crudo e diretto. Ogni proiettile conta, e mettere male un colpo può costare caro. La gestione del fuoco amico non è un dettaglio: regge interi scenari in cui devi comunicare costantemente per evitare disastri.

Il gunplay è immediato, con scrittura pixelata pulita e responsiva; la telecamera dall’alto permette sempre di tenere tutto sotto controllo. Non è un frenetico arcade, ma nemmeno un simulatore lento: qui conta il ritmo, l’istinto e un filo di nervo ben saldi. Le mappe cambiano ad ogni run: porte bloccate, allarmi da disattivare, nemici che pattugliano in modo imprevedibile. Ogni missione ha obiettivi diversi (salvataggio ostaggi, eliminazione obiettivi, recupero dati…), e la varietà è buona – ma soprattutto stimola a provare ogni volta tattiche nuove.

Related posts

Dino Ranch – Ride to the Rescue – Recensione

Luca Cuciniello || Ciccioboy

UBISOFT RIVELA GLI SCONTI PER IL BLACK FRIDAY: FINO AL 30% DI SCONTO SU RIDERS REPUBLIC

Luca Cuciniello || Ciccioboy

Ubisoft News – Gioca gratuitamente a Child of Light e ad altri titoli Ubisoft

Luca Cuciniello || Ciccioboy