La saga postale è piuttosto curiosa. Affascinante, addirittura. Un vero piacere colpevole carico di polemiche in cui il nostro obiettivo è causare morte, caos e distruzione. Non è una cattiva idea per un videogioco purché sia ben congegnato. Forse potrebbe essere giustificato nei primi due giochi della serie ma sicuramente non in questo quarto capitolo Postal 4: No Regerts (sì, errori di ortografia e tutto).

Il gioco
I giochi che compongono questa serie hanno la particolarità di essere stati rilasciati a diversi anni di distanza. Il primo Postal risale al 1997 e prevedeva l’azione su una mappa isometrica. Altre polemiche provocarono Postal 2, entrato nel mondo del 3D nel 2003 per regalarci forse il meglio della serie. Non è che il gioco brillasse con una bella grafica, buone battute o persino un gameplay divertente, ma quell’avventura open world ci ha dato l’opportunità di risolvere i nostri obiettivi pacificamente.
Era solo un’opzione, ma era lì, e ci sfidava a resistere alle provocazioni e alle provocazioni di un mondo folle, stile e solo per avere quell’opzione si meritava una possibilità. L’occasione è stata persa nel 2011 quando Postal 3 ha fatto la sua comparsa, eliminando il concetto di open world per affrontare un’avventura molto più lineare, molto più grossolana e con lo stesso stile grafico del suo predecessore di otto anni fa. La vita del franchise sembrava aver raggiunto la sua fine molto giustificata, lasciando nella sua eredità un film dell’ineffabile Uwe Bolle un gioco per cellulare molto povero chiamato Postal Babes. Non c’era motivo per un ritorno. Non c’era motivo di continuare.
Quello che fondamentalmente fa è occupare spazio utile. Vista la proposta di scrivere una recensione di questo prodotto, ho dovuto considerare seriamente se dovevo farlo, perché la prima cosa che devo sottolineare è che Postal 4 non è solo stato in Accesso Anticipato, ma che tutta la sua storia all’epoca di questa recensione può essere visto in poco più di un’ora. E quello che abbiamo qui è un vero crimine. Postal 4 continua la narrazione di “Postal Dude”, quel bel bastardo che sopravvive come meglio può dagli ultimi giochi, dopo aver visto la sua amata città del Paradiso distrutta. Ora che vive con il suo fedele cane, Champ, in un camper, il tizio delle poste si sveglia una mattina e trova la sua auto completa di roulotte rubata, quindi ora deve trovare una nuova casa e un modo per sbarcare il lunario. Fortunatamente, la città di Edensin è visibile all’orizzonte, ed è lì che il nostro eroe avanza per lasciare, ancora una volta, il suo segno nel mondo.

Gameplay ed altro
Postal Dude è interpretato da Jon St. John, meglio conosciuto come la voce di Duke Nukem, e il ragazzo dà un’atmosfera al personaggio principale. I segmenti della storia sono raccontati attraverso immagini statiche che sono più belle di quanto meritino. L’idea di un gioco senza cervello per scaricare la tensione non è poi così male, ma da lì in poi tutto va a rotoli irrimediabilmente, sia tecnicamente che nel design generale del gioco.
Naturalmente, molti dei difetti che soffriremo nel nostro tour di Edensin possono essere attribuiti alla natura del titolo. La prima cosa che noteremo all’avvio del gioco, dopo aver superato il simpatico filmato di apertura, è che la grafica è terribile. Il gioco del 2003 aveva una maggiore consistenza estetica. Denominare tutte le carenze della sezione audiovisiva richiederebbe un testo a parte, ma evidenziamo soprattutto gli errori di texture in alcuni modelli, la pessima progettazione di terreni e fabbricati, e la differenza di volume tra la voce del nostro protagonista e tutte le altre NPC.
Tutto quanto sopra è a livello audiovisivo. Quando entriamo nei dettagli tecnici le cose peggiorano. Molto peggio. È difficile credere che un gioco con una qualità estetica così scarsa avrebbe problemi di caricamento così gravi, anche in Accesso anticipato. Postal 4 torna alle sue radici open world, ma mentre esploriamo le strade di Edensin finiremo per fissare il cielo o la terra. Ciò è dovuto al costante calo del framerate ogni volta che il gioco tenta di caricare la mappa mentre continuiamo a progredire. C’è di peggio se proviamo a viaggiare sugli indomiti carrelli elettrici, che non sono solo una prova della nostra pazienza con il loro controllo sbilanciato, la loro velocità costringe il gioco a caricarsi di più in meno tempo, moltiplicando la frustrazione a livelli cosmici.

In conclusione
Ho giocato Postal 4: No Regerts per qualche ora. Nella mia ultima sessione ho concluso tutto ciò che il gioco ha come campagna principale. Sono ore che nessuno mi restituirà. Almeno spero che ti sia piaciuto leggere la mia recensione. Cosa dire? Beh, di sicuro allo stato attuale non vale il prezzo richiesto. Se invece cercate un titolo con cui passare un pomeriggio nel completo relax, senza dare peso al carico tecnico che porta sulle spalle, beh, allora in forte sconto potreste farci un pensierino, o tanto vale recuperare i vecchi capitoli.

