Lucasarts è il punto di riferimento indiscusso in fatto di avventure grafiche, e ancora oggi molte delle nuove incursioni in questo genere gli rendono omaggio. Per tutti loro, e per onorare la mitica Sierra, arriva l’ avventura grafica punta e clicca Quest for Infamy, edita da Ratalaika su Pc e console.

Il gioco
In Quest for Infamy interpretiamo il ruolo di William Roehm, uno straccione esperto nel mettersi nei guai. Il suo ultimo pasticcio lo porta a fuggire finché non trova la città di Volksville, un piccolo luogo circondato dai paesaggi affascinanti e oscuri della valle di Krasna, dove ci aspettano misteri e avventure. Quest for Infamy mescola abilmente combattimenti a turni, risoluzione di enigmi e altri elementi tipici delle classiche avventure grafiche, il tutto condito con grandi dosi di umorismo. Inoltre, il giocatore può scegliere tra tre classi di personaggi: bandito (forza), ladro (furto) o stregone (magia), ognuna con le proprie storie e avventure. Possiamo anche scegliere la via del bene o del male attraverso le decisioni morali che misureranno la nostra infamia.
La prima cosa che colpisce di Quest for Infamy è l’inclusione di un gioco di ruolo a turni. Attraverso le foreste e le aree esterne vedremo nemici casuali, ogni specie è debole a determinati attacchi e magie, tuttavia, non ci attaccheranno a meno che non lo facciamo prima o rimaniamo su quello schermo per molto tempo, quindi possiamo ignorarli e segui il nostro percorso o affrontali per aumentare le nostre abilità e ottenere alcune monete. Ci sono anche boss della storia, che dobbiamo sconfiggere o il gioco finirà. Nel caso degli esseri umani, ci sarà data la possibilità di risparmiare loro la vita. Il nostro personaggio conosce 5 attacchi di basee mentre li combatti e li usi, fai salire di livello ciascuno. Nel caso della magia, impararla fa parte della storia e il burbero mago Prospero ci insegnerà gli incantesimi in cambio di avergli fatto dei favori. Inoltre, il nostro personaggio può migliorare le sue abilità di arrampicata se lo alleniamo su muri o alberi, o abilità da ladro se utilizziamo la modalità furto. Le nostre statistiche sono elencate sulla scheda del personaggio, che include anche il nostro grado di infamia.
Il mondo di Quest for Infamy è aperto e vasto. Praticamente dall’inizio possiamo accedere alla maggior parte delle aree senza risolvere enigmi o cambiare capitolo. Inoltre, i personaggi e gli oggetti cambiano a seconda del ciclo, suddiviso in mattina, pomeriggio e sera. All’inizio, questa diversità di elementi è schiacciante e vedere come lo schermo è diviso in più percorsi e così via consecutivamente può farci sentire molto persi, quindi la nostra memoria dovrà essere messa alla prova, almeno fino a quando non avremo una mappa. Il gioco non ha un sistema di suggerimenti, quindi a volte può essere frustrante. Può essere frequente girare più di una trottola, riempire l’inventario di oggetti inutili venduti dai diversi mercanti, o recuperare alcuni oggetti già usati, ma la difficoltà sopra la media è adeguata a questa fedele rappresentazione di avventure del passato.

Gameplay ed altro
Graficamente, Quest for Infamy ha un bell’aspetto: sfondi estremamente dettagliati, con elementi animati e personaggi ben definiti e differenziati. La musica originale bagna magistralmente l’intera opera e ti immerge nella storia di Roelm. È incredibile camminare attraverso la foresta e osservare quel lavoro di luci e ombre, vedere gli scoiattoli saltare e ascoltare le diverse melodie che cambiano mentre passiamo. Merita una menzione anche il doppiaggio dei personaggi principali, in particolare quello del nostro Roehm, che ci introdurrà maggiormente in situazioni folli. Sembra che io stia definendo un AAA ma questo tipo di giochi dimostra la quantità di lavoro ben fatto dietro alcune grafiche old school.
Un altro elemento degno di nota sono le decisioni, e le più importanti ricadranno su di noi: uccidere o risparmiare la vita di una persona, andare da soli o accompagnati, e diverse opzioni di dialogo che definiranno la nostra personalità. Le abilità e l’ingegno di Roehm ci permetteranno di raggiungere vari obiettivi, ma possiamo anche usare oggetti che otteniamo nei negozi per una manciata di monete. In Quest for Infamy otterremo denaro uccidendo nemici, lavorando in luoghi squallidi o giocando a divertenti minigiochi.
L’umorismo in Quest for Infamy gioca un ruolo molto importante, vale a dire, romperemo con gli intrecci del donnaiolo Roehm, che gareggerebbe con il famoso Larry. Il gioco è carico di donne esuberanti per le quali Roehm perderà la testa e flirterà in mille modi stupidi con scarsi risultati, nemmeno gli NPC si libereranno di lui. Ma c’è molto più umorismo in Quest for Infamy, il sarcasmo di Roehm si riflette in ogni frase e dà molto gioco nei dialoghi con i personaggi pazzi che abitano le terre di Lonaria. D’altronde, il particolare tributo alle opere di Sierra va oltre l’interfaccia, la meccanica o il gameplay. Roehm non si stancherà di fare allusioni a vari titoli in tono umoristico nelle diverse ambientazioni.

In conclusione
Quest for Infamy è un tributo alle grandi avventure di Sierra, un’altra azienda che ha fatto la sua parte per rendere famoso il genere. Giocare a questo titolo è stato come ricordare un intero tempo ingiustamente dimenticato. L’amore e l’impegno di Infamous Quest e Ratalaika, insieme a migliaia di fan, consentono ad avventure grafiche alternative come questa di vedere la luce. Quest for Infamy ha tante ore di divertimento e vi aspetta da oggi su console e PC.

