Image default
MicrosoftNintendoNotiziePCPiattaformeRecensioniSony

ROAD 96: MILE 0 – Recensione

Un paio di anni fa, Road 96 è diventato uno dei videogiochi indie di spicco del 2021. Uno di quei titoli in cui, come in opere come Firewatch o What Remaisn di Edith Finch, la cosa più importante non è la destinazione, ma il viaggio e i momenti che viviamo lungo la strada. Una sorta di viaggio politico e sociale con elementi narrativi casuali e una componente di casualità che ha sempre tenuto un asso nella manica per sorprenderci.

La storia

Quel viaggio ha lasciato il segno per il suo modo di offrire al giocatore totale libertà di pensiero e decisione nel segnare l’evoluzione della storia, perché ogni capitolo ci ha messo nei panni di un adolescente che ha avuto a che fare con diversi persecutori. Con questo, e con certi dilemmi morali in cui la linea tra bene e male era particolarmente sottile. Un Road Game a tutti gli effetti, in cui, come diciamo, in ogni momento ci sentiamo parte di una sceneggiatura attenta e ben scritta.

Ora, a metà quasi del 2023, DixiArt torna alla carica con una scommessa un po’ diversa, Road 96: Mile 0. Per cominciare, questa volta abbiamo una storia che funge da prequel al titolo originale e che ruota attorno al legame tra Kaito e Zoe, due persone di origine, credenze e cultura diametralmente opposte. Zoe proviene da una famiglia nobile e suo padre è conosciuto nel bene e nel male in tutto il mondo, mentre l’infanzia di Kaito è molto più umile e lui ha avuto un’infanzia più complicata.

In questa occasione, e sebbene abbiamo anche diverse opzioni e prendiamo decisioni per quanto riguarda la formazione della storia, va detto che siamo di fronte a una sceneggiatura molto più limitata, qualcosa che dà origine alla storia che ha più confezionamento narrativo e ci ricorda, senza entrare in paragoni, il franchise di Life is Strange. In altre parole: non è necessario aver giocato a Road 96 in precedenza, e sebbene sia qualcosa che ti consigliamo di fare, dovresti sapere che se vuoi, puoi goderti Mile 0 da zero, vale la ridondanza.

Gameplay ed altro

L’immagine che avete appena visto appena sopra queste righe è un segno che Road 96: Mile 0 non solo cambia terzo in termini di narrazione rispetto al suo predecessore, ma lo fa anche in termini di gameplay e questo è qualcosa che non lascerà nessuno indifferente. Perché possiamo parlare, senza mezze misure, di un gioco ritmico in più di un’occasione. Ci sono sezioni in prima persona, messe in pausa e progettate per portarci attraverso la storia, ma anche altre di abilità in cui scenari onirici sono la tela perfetta per le prove ritmiche.

C’è da dire che il gioco che abbiamo in mano non è troppo lungo e la sua durata oscilla intorno alle quattro ore, quindi se la presenza di queste fasi ritmiche vi preoccupa, non pensate che sia il grosso dell’avventura. In sostanza, perché torniamo a quello che eravamo prima: è un videogioco narrativo e il suo cardine è il rapporto tra i suoi protagonisti. Tutto è ben misurato e lo sviluppo è piacevole e leggero. Inoltre, la storia è abbastanza interessante da voler durare fino alla fine.

Related posts

World of Warcraft: tutte le novità in arrivo su Dragonflight con Braci di Neltharion

Simone Piantoni

Arriva Darksiders Warmastered Edition su Steam

Cosa c’è in arrivo in Battlefield 2042

Luca Cuciniello || Ciccioboy