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Shantae and the Seven Sirens – Recensione PS5

Nella nostra recensione di Shantae and the Seven Sirens per PS5 vi raccontiamo cosa offre questa nuova avventura del mezzo genio, il quinto gioco della saga con cui Shantae e compagni tornano a metroidvania formula purissima, innaffiata con alcune novità giocabili e alcune scene video impressionanti. Quindi, come vedremo nell’analisi di Shantae and the Seven Sirens per PS5, si tratta della quinta avventura dell’eroina, in cui non manca nessuno dei soliti personaggi, da Bolo a il pirata Stivali rischiosi. Solo che questa volta, tutto ruota attorno a una vacanza che presto verrà interrotta.

Il gioco

L’azione si svolge su un’isola dal passato misterioso, che riposa su una leggendaria città sommersa. Shantae e altri cinque mezzi geni si riuniscono lì per celebrare una festa. Ma presto tutto va storto, con la scomparsa di tutti i mezzi geni tranne Shantae, che dovrà scoprire cosa sta succedendo e, ovviamente, trovarli e liberarli.

Sotto questa storia leggera, in cui non mancano i dialoghi con gli NPC, alcuni pieni di umorismo e meglio tradotti di Half Genie, ci aspetta un metroidvania a tutti gli effetti: possiamo esplorare liberamente gli scenari per avanzare nella trama, trovando e liberando il mezzo genio scomparso, in un loop che si ripete ciclicamente e che arriva a integrare aree platform, scuotere i capelli per sconfiggere i nemici, risolvere qualche altro enigma e, ovviamente, acquisire gradualmente nuove abilità. Il modo per accedere a nuove aree, alle quali si aggiungono per superare alcuni “dungeon”.

Come in altre avventure di Shantae, le abilità più importanti sono le trasformazioni, che in questo caso sono vari animali anfibi o acquatici, come un tritone (che ci permette di attaccarci ai muri e arrampicarci su di essi), un granchio (capace di scavare nella sabbia ) o una rana o un polpo. Ognuno ci dà abilità uniche necessarie per superare un tipo specifico di ostacolo (un muro alto, un tipo di blocco che possiamo distruggere solo con quell’abilità… ecc.).

Così, fino a quando non viene ritrovato uno di quelli scomparsi, che in precedenza o successivamente può portare a una lotta contro un boss finale, in cui, ovviamente, le trasformazioni sono di nuovo vitali. i boss, diciamolo tutto, sono solitamente dei giganti, artisticamente belli e molto ben animati. Senza arrivare al tocco dei disegni degli anni ’50, ci hanno ricordato Cuphead, anche se come regola generale sono molto più facili.

Gameplay ed altro

Lungo la strada troveremo ogni tipo di oggetto, alcuni, necessari per poter avanzare nella storia o come parte di un ordine di un NPC. Altri, chiusi in forzieri o nascosti in punti specifici della mappa, ci permetteranno di scambiare oggetti (come pepite d’oro) o espandere la nostra barra della vita, raccogliendo tre calamari a forma di cuore.

Allo stesso modo, sconfiggere i nemici genera casualmente diversi oggetti tra questi alcune carte, che sono una delle novità più importanti Shantae e le Sette Sirene . Raccogliere queste carte ci consente di dare a Shantae abilità extra e di configurarle come vogliamo. Ad esempio, possiamo far arrampicare i tritoni più velocemente, fare in modo che il nostro attacco di capelli infligga più danni o fare in modo che gli oggetti per la salute ci diano più cuori. Questo ci permette di adattare il gioco alle nostre preferenze anche se non tutto è così semplice: per beneficiare degli effetti di alcune carte dobbiamo procurarci un determinato numero di carte ripetute. Non è impossibile da raggiungere, poiché se rimaniamo in un luogo in cui appare un tipo specifico di nemico, possiamo coltivare le carte necessarie (sebbene sia un compito che richiede del tempo).

Non mancano inoltre le famose danze di Shantae, che in questa occasione sono quattro e attivano abilità speciali come rivelare oggetti invisibili nell’ambiente o attivare meccanismi che richiedono elettricità che, ancora una volta, sfociano nel gameplay loop di cui abbiamo parlato prima, dando noi accediamo a nuove aree.Uno sviluppo chiaramente in linea con quanto visto nella saga e che, come in altre occasioni, non ti prende per mano. Non ci sono frecce per dirti dove andare, nessun segno sulla mappa. Lascia che il giocatore esplori, parli con gli NPC per ottenere indizi e, in generale, lascia che quello ai controlli scopra il prossimo passo, dove andare, cosa fare anche se a volte può significare tornare a esplorare un luogo già visitato zona o fare una passeggiata non necessaria.

In totale, per completare Shantae e le sette sirene ci vorranno circa 8 ore, meno se non venite scoperti in nessun momento anche se non è un gioco particolarmente difficile (anche se alcuni passaggi e boss possono essere in salita). E al termine, sbloccherai una modalità Nuova partita +, che è un’altra novità di questa puntata e che influisce su due variabili di gioco: i nemici ci fanno più danni e abbiamo più barra magica. Include anche extra sbloccabili, come una galleria di immagini e video. Completare il gioco in modalità + e sbloccare tutto può richiedere facilmente altri 8 o più ora, per un totale di circa 16-18 ore, a seconda di quanto sei abile.

In conclusione

Detto questo, Shantae and the Seven Sirens è un metroidvania divertente, con una messa in scena luminosa e colorata e uno sviluppo divertente, che chiunque può apprezzare anche se non è un esperto del settore. Se conosci la serie, potresti trovarla “più o meno uguale” e a basso rischio. O forse il contrario, ed è proprio quello che ti aspetteresti dal gameplay di un titolo della serie Shantae. Ma questo è già di gusto. L’ho trovata un capitolo molto piacevole.

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