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Songs Of Silence – Recensione

Songs of Silence è un gioco di strategia con una storia avvincente, che si sviluppa tra due mondi fantasy distinti e minacciati dal Silenzio divoratore. Il gioco presenta un mix unico tra fasi a turni per la gestione del regno, esplorazione e sviluppo degli eroi, a cui si contrappongono brevi e intense battaglie in tempo reale.

Trama

L’universo creato per Songs of Silence mi sembra estremamente affascinante. Si tratta di un regno fantastico diviso in due mondi distinti: uno illuminato dalla luce e l’altro immerso nell’oscurità. Questi due mondi sono collegati da portali neri che emergono in vari luoghi, portando con sé la corruzione nel mondo della luce. La luce è un elemento fondamentale in questo universo, fungendo da fonte di magia per gli abitanti. Anche nel mondo delle tenebre, la luce viene sfruttata in modi particolari.

L’universo di Songs of Silence, creato da Chimera Entertainment, è ricco di elementi affascinanti: un popolo privo del dono della vista, creature che offrono una nuova interpretazione dei classici zombie, e macchine animate dalla magia. Ma l’aspetto più intrigante è forse il Silenzio, una forza misteriosa che minaccia di distruggere il mondo mentre le fazioni rivali sono troppo occupate nelle loro guerre insensate.

Gameplay

Il punto forte del gioco è il suo stile pittorico unico, che si ispira ai murali medievali e integra abilmente elementi religiosi e misteriosi, offrendo ai giocatori una festa visiva rinfrescante. Sul fronte del gameplay, il gioco adotta una struttura strategica simile a quella di “Invincible Heroes”, dove i giocatori comandano gli eroi per conquistare territori in tutte le direzioni. Ogni città conquistata non solo garantisce un accumulo di risorse, ma aumenta anche la diversità e i tipi di truppe disponibili. Rispetto al precedente titolo, il sistema di combattimento di questo gioco è stato attentamente progettato per soddisfare le esigenze di velocità dei giocatori moderni, combinando perfettamente il combattimento automatico con l’uso strategico delle carte. Le scene di combattimento sono intense e ricche di momenti salienti, ricordando vagamente “Eroi dei Tre Regni”, ma superandolo in termini di libertà d’azione degli eroi.

Anche la narrativa del gioco conserva una notevole profondità. Non solo presenta affascinanti indizi sulla trama, ma offre anche un doppiaggio di alta qualità per i dialoghi tra gli eroi, migliorando notevolmente il senso di immersione e coinvolgimento, rendendo i giocatori irresistibilmente attratti dall’espansione territoriale. Tuttavia, la versione attuale presenta alcune limitazioni, come la mancanza del tradizionale meccanismo di reclutamento di nuovi eroi nelle taverne, il numero limitato di armi e la loro scarsa distintività, nonché la necessità di ampliare la mappa esplorativa e le modalità di ottenimento delle risorse. Anche la percezione dei cambiamenti portati dallo sviluppo delle città non è sufficientemente intuitiva.Nonostante queste limitazioni iniziali, essendo un gioco ancora nelle prime fasi, il suo potenziale è notevole. Con l’iterazione e l’ottimizzazione delle versioni future, possiamo aspettarci che questo gioco migliori gradualmente, brillando sempre di più e diventando una nuova stella nel campo dei giochi di strategia.

Nella modalità di battaglia automatica, il combattimento è gestito dal sistema, permettendo ai giocatori di concentrarsi sulla logistica. Le principali considerazioni includono la gestione delle risorse, la selezione di un eroe con una delle tre abilità disponibili e il trasferimento delle truppe tra gli eroi. Questo approccio rilassato rende il gioco accessibile anche ai principianti che non hanno mai giocato a Invincible Heroes, riducendo la pressione e le difficoltà.

In sintesi, sebbene l’eroe debba comunque guidare le truppe e controllare l’eroe con mobilità limitata in ogni turno per completare una serie di compiti sulla mappa, come esplorazione, combattimento, potenziamento degli edifici, reclutamento di unità e trasporto di truppe, il design leggero del gioco rende la gestione delle risorse piuttosto semplice. La difficoltà iniziale è molto inferiore rispetto a giochi simili, ma l’esperienza è arricchita dalle diverse strategie operative dei tre campi: “Regno dei Mille Domini”, “Vecchio Clan” e “Culto della Jihad”.

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