Ogni videogioco ispirato a un film come Starship Troopers ha due obiettivi: essere divertente, certo, ma deve avere anche un punto satirico, parodistico, su argomenti come la guerra, la supremazia umana o l’espansionismo. Nel primo, la strategia del Comando Terrestre ha successo, nel secondo, beh, possiamo ancora lavorarci. Siete curiosi di spaerne di più? Ve lo diciamo nella nostra recensione.

Il gioco
La storia di Starship Troopers: Terran Command segue un percorso che già conosciamo, vale a dire che l’umanità, organizzata in una specie di dittatura militare, è in guerra con una razza di artropodi nota come Aracnidi, e dopo alcuni inspiegabili sconvolgimenti l’alto comando decide che è ora di porre fine alla guerra, per il male, ovviamente. In questo modo, il titolo de Gli Aristocratici ti mette ai comandi di poche unità della fanteria mobile, e ti porta per mano attraverso luoghi e pianeti che conoscerai se hai visto il film originale (ce ne sono altri due, ma per salute mentale preferisco saltarli), come Klendathu, il temibile e aspro pianeta natale dei nostri nemici. In generale, tutto è ricco di piccoli dettagli che vanno dritti al cuore dei fan del franchise.
Certo, è vero che, a parte il suo valore nostalgico, il titolo non è all’altezza della rappresentazione dell’universo cinematografico della licenza. Mi spiego meglio: la modalità campagna funziona come un susseguirsi di scenari predefiniti che raccontano una storia fissa, a scapito della libertà del giocatore. Come Warcraft, quindi? Sì, ma male. Nei capolavori Blizzard volevi sapere cosa è successo dopo, cosa è successo al tuo personaggio preferito o quali sono state le conseguenze di determinati eventi nel piano generale di Azeroth, mentre in Terran Command tutto ciò non conta. Non ci sono protagonisti, l’unica cosa che c’è sono pennellate che completano le informazioni offerte dal film nel 1997, che era già scarso, e niente è più che aneddotico, di essere un ambiente progettato per sputare sciocchezze a destra ea manca senza criteri particolari.
Quest’ultimo non mi sembra male di per sé, dal momento che fa parte dell’essenza di fantascienza rappresentato da Starship Troopers, ma la sceneggiatura ha subito un colpo mortale nel processo. Siamo passati da citazioni mitiche, che sono combattute tra parodia e brutalità umana, come “La semplice idea di un insetto intelligente mi sembra offensiva”, o “L’unico insetto buono è l’insetto morto”, a richiami piuttosto banali e persino inutili, la cui inclusione qui salverò per evitare di riempirlo di mosse di cattivo gusto. Non è tutto male, vero? Ci sono anche momenti molto ben pensati, soprattutto quelli legati alla propaganda che fa da intermezzo tra le scene della campagna, ma in generale ho la sensazione che il messaggio non sia penetrato del tutto in studio. È umorismo senza scopo.

Gameplay ed altro
Terran Command: è un gioco di strategia in tempo reale con un focus bellicoso, ma con pochissimi dettagli, con quasi nessun tipo di gestione oltre al movimento delle vostre truppe, e con un sistema di costruzione molto limitato. Quindi non aspettarti l’ottimizzazione della base, o anche la possibilità di costruire a mano edifici militari, poiché praticamente tutto è fornito di default. Sì, esiste un sistema per catturare zone e avamposti, nello stile di Company of Heroes, ma ovviamente non riesce ad affrontare la leggendaria strategia di Relic in nessun istante.
Vi dico tutto questo perché, in sostanza, il ruolo del giocatore si riduce a prendere il controllo di un numero variabile di squadre, al fine di perseguire obiettivi precisi. Le missioni spaziano dal resistere alle brutali orde di insetti in edifici fatiscenti, all’infiltrarsi in strane miniere o addirittura recuperare un fuggitivo che la giustizia vuole giustiziare pubblicamente in televisione, il che conferisce al titolo un certo elemento di sorpresa. Tuttavia, questi obiettivi non sono particolarmente fantasiosi, né cambiano da gioco a gioco, il che si riduce drasticamentela capacità di generare le proprie storie e qualsiasi esercizio relativo alla rigiocabilità. In realtà, il sistema è così lineare che, a dirla tutta, non so fino a che punto si adatti perfettamente al genere eppure ha un fascino che ti attira, un potente incantesimo che ti fa mantenere facendo brevi sessioni fino a quando alla fine non finisci la storia. Poi? Dopodiché ti rimangono alcune sfide piuttosto difficili e poco altro, poiché non c’è nemmeno il gioco online.

Tuttavia, Terran Command viene salvato dal rogo pubblico perché la sua azione crea dipendenza e abbastanza varia da mantenere l’interesse per un buon numero di ore, cosa che è dovuta, in parte, alla varietà di soldati e insetti che popolano la guerra del futuro. In questo senso, uno dei punti fondamentali della formula è proprio l’importanza di adattarsi ai nemici, sia utilizzando il terreno a proprio favore, sia attraverso un sistema di debolezze e punti di forza che ricorda vagamente quanto visto in Total War, ma con minore profondità. Ad esempio, gli ingegneri, armati di lanciafiamme, brillano soprattutto nei combattimenti a distanza ravvicinata, e consentono di difendere i passaggi stretti con grande facilità; invece, sono completamente inutili contro le unità a lungo raggio, esattamente l’opposto dei cecchini. Detto questo, non capisco perché non possiamo mai controllare i bug , quando il combattimento è la parte migliore del gioco.
Per quanto riguarda la sezione audiovisiva: l’ottimizzazione è ottima, visto che il titolo gira in 4K anche su computer che iniziano ad accumulare un numero indecente di anni alle spalle, ma i modelli e le texture non sono niente speciale. In molti casi, il risultato è piatto, blando, e toglie una rappresentazione artistica di Klendathu che, contro ogni previsione, è notevole, con bug e scenari simili a quelli del film. In termini di suono, doppiaggio più che dignitoso (anche se solo in inglese) e una colonna sonora che passa senza dolore né gloria, anche perché alcuni avvisi sonori finiscono per diventare profondamente noiosi nel tempo.

In conclusione
Starship Troopers: Terran Commands è uno di quei titoli che ha grandi ispirazioni ma cade nel dimenticatoio a causa di problemi di risorse e ambizione. I suoi problemi principali sono una palpabile mancanza di contenuti e che la campagna, sebbene offra una varietà di azioni, non pone obiettivi o missioni davvero memorabili. Anche la storia è debole, non ha l’impatto satirico del film ed è irrilevante, al punto che tutti gli elementi narrativi sono lì, sperando che il giocatore colga i riferimenti e non voglia sapere nient’altro. Nonostante tutto, la sua avvincente formula strategica in tempo reale e il suo approccio bellico lo salvano dal fallimento, sebbene sia consigliato solo ai grandi fan del genere o del franchise cinematografico.

