Anche se marzo è stato pieno zeppo di uscite triplaA, abbiamo comunque avuto il tempo di provare Styx: Shards of Darkness, secondo capitolo della saga dedicata al goblin. Dunque vediamo se i ragazzi di Cyanide son riusciti nell’intento di migliorare ulteriormente un titolo già di per sé buono.
Stealth puro al 100%
Le premesse degli sviluppatori era quelle di espandere un concept già buono di suo, ma questa volta con un budget più grande e un nuovo motore grafico. Infatti ora, il gioco è passato su Unreal Engine 4, engine utilizzato da moltissime case di sviluppo che son riusciti ad ottenere un buon riscontro. La storia tratta appunto di Styx, goblin intelligentissimo e fuori dalla portata dei suoi simili, che dopo aver affrontato le peripezie del primo capitolo, è diventato il ladro più famoso del suo universo, tanto che la S.T.R.A.G.E. ( Squadra per Trucidare, Rimuovere, Annientare tutti i Goblin da Eliminare) lo assolda per una missione top secret, ovvero quella di fargli scoprire dei dettagli su un accordo tra Elfi e Nani. Anche se la trama non è delle più originali, a far da padrone è proprio Styx, che con il suo modo di fare, dal carattere ironico e pungente, riesce a trascinare il giocatore per tutta la campagna, anche durante i GameOver. Tanto è vero che nel caso di morte del giocatore, Styx stesso apparirà, e ne dirà delle belle. Peccato che il gioco non sia cosi conosciuto come tanti suoi colleghi del genere, perché sicuramente il nostro amico goblin sarebbe amato da tutti.
Chi va piano…..
Per quanto riguarda il gameplay, Styx: Shards of Darkness è uno Stealth Game puro, tanto è vero che la scelta del genere non potrebbe essere più azzeccata, visto che i goblin non sono una razza da combattimento. Infatti nel gioco, una volta che il nemico vi avrà scoperto le chance di sopravvivenza saranno davvero basse. Ovviamente il nostro amico può attaccare, solamente dopo aver parato diversi attacchi, oppure eseguire delle uccisioni silenziose o non. Il titolo rimane quasi simile al primo capitolo, ma con migliorie estetiche e di gameplay. Styx si muove bene e si aggrappa quasi ovunque, le mappe sono vaste e permettono al giocatore di scegliere le migliori strade per arrivare all’obiettivo. Sono presenti anche obiettivi secondari, che daranno al giocatore dei punti esperienza in più per permettere a Styx di potenziarsi, solamente in alcuni punti specifici della mappa. Una new entry è rappresentata dal quarzo, fondamentale per la storia e per ottenere potenziamenti unici.
…va sano e lontano.
Dato il genere di gioco, IA dovrebbe essere una delle caratteristiche ben curate di questo titolo, che purtroppo però rimangono ancora arrugginite, proprio come nel primo capitolo. Tante volte troverete dei nemici che rimarranno bloccati da un muro mentre vi inseguiranno oppure nemici che vi perderanno di vista anche se sarete proprio sotto il loro naso. Questo accade spesso in presenza dei nemici più grandi fisicamente del gioco e dunque con una “visibilità” abbastanza limitata. La longevità del titolo si appresta tra le 10/15 ore di gioco, in base alle abilità del giocatore e dal tempo impiegato nel risolvere gli obiettivi secondari. E’ stata aggiunta anche una modalità cooperativa, dove due amici potranno rigiocare i livelli della campagna aiutandosi tra loro. Un’altra novità è anche il sistema di crafting, dove sparsi per i livelli vi saranno ad accogliere il giocatore una gran quantità di materiale, utile per creare pozioni, veleni, trappole e tanti altri gadget. Purtroppo però, il fatto di essere molto simile al primo capitolo, crea un forte senso di dejavù specialmente durante le prime missioni di gioco, senza dare un vero scatto di differenza da quest’ultimo, infatti, come detto all’inizio, il titolo sembra un immenso contenuto aggiornato e rivisto del primo capitolo.
In conclusione
In conclusione, Styx: Shards of Darkness è un buon sequel che non si spinge oltre e non osa dove potrebbe farlo. Il comparto tecnico è quello più rivisto e migliorato, mentre le piccole novità come il crafting e la modalità cooperativa, risultano parzialmente oscurate davanti ad un’ IA mediocre. Tutto sommato, il titolo resta un ottimo gioco di Stealth, difficile al punto giusto, che potrà garantirvi ore e ore di divertimento.





