Crescendo, ricordo distintamente di aver di aver voluto solo un vero Remake da quando è cominciato questo periodo di ritorni in grande stile, ovvero quello di Dead Space. The Callisto Protocol si avvicina al precedente lavoro di Glen Schofield durante il suo periodo a Visceral Games, con un prodotto finale che sembra sterile e privo di personalità.

Il gioco
The Callisto Protocol segue le gesta del trasportatore di carichi spaziali, Jacob Lee mentre viene scagliato in una situazione di sopravvivenza su un pianeta prigione invaso da zombie parassiti. Le alleanze riluttanti, l’avidità aziendale e i rendering convincenti e realistici di un cast stellare danno a The Callisto Protocol l’impressione di un blockbuster hollywoodiano ad alto budget. Purtroppo, le trappole di un’epopea fantascientifica ad alto budget non sempre equivalgono a un’esperienza interessante o utile. Nella migliore delle ipotesi, The Callisto Protocol sembra un clone castrato della serie Dead Space. Nel peggiore dei casi, il titolo sembra un gioco survival horror in terza persona esteticamente piacevole ma generico con un’enfasi sul movimento.
Nonostante il mondo di The Callisto Protocol sia infestato da mutanti e mostri, dal punto di vista del gameplay, il titolo sembra eccessivamente sicuro e da i numeri. Un inizio lento ma teso, in cui il giocatore ha accesso solo a un attacco base di pistola e corpo a corpo, si dirama gradualmente verso l’arsenale di Lee contenente il tipico assortimento di equipaggiamento tattico e un’arma simile a un guanto chiamata GRP. Approssimando i poteri simili alla Stasi presente in Dead Space, il GRP sarà il tuo migliore amico, al punto che tende ad invalidare gli incontri con quelle che altrimenti sarebbero formidabili minacce.

Gameplay ed altro
Un’altra qualità unica di The Callisto Protocol è il suo approccio alla difesa. Invece di sparare o di un pulsante di schivata dedicato, il gioco consente al giocatore di ondeggiare per eludere rapidamente i nemici sferzanti mentre cercano di chiudere la distanza, simile a un gioco di boxe. Il sistema di schivata nel gioco sembra ben implementato e aggiunge una buona quantità di tensione alla maggior parte degli incontri.
La varietà dei nemici in tende a oscillare da qualche parte tra la media e noiosamente ripetitiva. Le eccezioni di spicco includono sentinelle robot dure, ma evitabili, e grandi umanoidi simili a insetti che possono facilmente sopraffare il giocatore. Sfortunatamente, altri nemici, inclusi i mutanti ciechi, sembrano troppo facili da eliminare, mentre gli incontri con i boss raramente visti, al contrario, sembrano spugne per proiettili che potevano essere sicuramente migliori.

In conclusione
Abbinata ad animazioni di ricarica lente, incontri ripetitivi e una storia poco interessante, la campagna di 10 ore circa può sembrare più lunga del previsto e non vedi l’ora che finisca. Ma c’è una luce alla fine del tunnel perché The Callisto Protocol non è un gioco terribile, ma uno che sembra incredibilmente poco ispirato, rendendolo difficile da raccomandare sia per i fan di Dead Space, sia per coloro che cercano un’avventura piacevole con qualche spavento.
Nota: La redazione non ha ricevuto un codice dal publisher, ma la recensione è frutto dell’investimento del sottoscritto.

