Come ogni anno ormai da 5 anni, The Elder Scrolls Online ci regala la sua espansione che arriva a parafrasare un anno tematico. Questa volta non si tratta del Summerset, che avevamo potuto ammirare nel suo DLC e nemmeno di Skyrim e Greymoor, ma di Blackwood, che altro non è che un ritorno nell’universo di uno dei migliori episodi di The Elder Scrolls: Oblivion. Ovviamente non dobbiamo dimenticare l’approdo recentissimo anche delle versioni PS5 e Xbox Series di questo titolo che ha una sua base di community molto ampia.

Il gioco
Ambientato 800 anni prima degli eventi di Oblivion, lo scenario di Blackwood ci porta a Boir Noir, un’area nuova e particolarmente vasta, nel cuore di un complotto che prende di mira i suoi leader. Diversi omicidi avvengono al tuo arrivo e vieni portato via dalla devota di Zenimax Online MMO Eveli Sharpspire, un elfo dei boschi amichevole e simpatico. Se risulta avvincente, la storia di questa nuova estensione non è meno sorprendente. I vari eventi che si svolgono nelle venti ore necessarie per completarlo sono sempre crescenti e non sentiamo che a questo DLC manchi qualcosa a differenza delle espansioni precedenti. Se dovessimo confrontare Blackwood con qualcosa, potremmo avvicinarlo a ciò che abbiamo scoperto su Elsweyr, nel 2019.
Questo si traduce in un approccio più classico all’avventura e soprattutto in una nuova area che è senza dubbio priva di attività. Attenzione: abbiamo sicuramente già visto e recensito i paesaggi che abbiamo l’opportunità di esplorare in parecchie altre aree di The Elder Scrolls Online, e questo è ciò che rende il tutto un po’ meno sorprendente, ma ciò non significa che non lo sia in termini di divertimento. Gli artisti dello studio lavorano regolarmente, soprattutto nelle numerose grotte ed edifici del DLC per offrire panorami belli e colorati, onorando il motore di gioco che sta cominciando a soffrire dell’anzianità del gioco.
Il motore, appunto, se ne parla un po’ troppo spesso. The Elder Scrolls Online è invecchiato e, se sta ancora andando abbastanza bene, è principalmente il Gamebryo (motore utilizzato anche in Fallout 3 o Warhammer Online) a dare più fastidio. Blackwood infatti moltiplica le attese del caricamento, costringendo i giocatori a spezzare l’avventura nell’attesa. Non sarebbe un problema se l’interfaccia di gioco fosse perfettamente chiara, ma spesso veniamo anche costretti ad altri caricamenti a causa di un errore di tragitto data dalla bussola di gioco che si rifiuta di mostrarci la via giusta della missione (e quindi impieghiamo tempi di caricamento aggiuntivi non necessari). Questo è qualcosa che non mi aveva scioccato negli anni precedenti, ma possiamo vedere che nel voler mettere quanti più dettagli possibili in queste aree, gli sviluppatori hanno dovuto anche integrarle maggiormente in istanze dedicate.

Gameplay e altro
Insomma, nel bene e nel male il gioco tende sempre a rinnovarsi. Bois Noir è vasta, molto vasta, troppo vasta. I viaggi a volte richiedono molto tempo, nonostante la presenza di punti di teletrasporto ed è abbastanza strano vedere che con questi molteplici dettagli ambientali, c’è così poco da trovare, al di là dei cliché del gioco come i frammenti. Perché è l’altro “bene o male” di Blackwood: il suo copione. Gli scenari secondari non sono così tanti e non tutti sono creati uguali. Zenimax Online ci aveva abituato a un livello costante di eccellenza, indipendentemente dal grado di missione, ma per questa espansione abbiamo la sensazione furiosa che tutto il lavoro pesante sia stato fatto sulla quest principale mostrando il meglio solo in questa sezione di gioco. L’avventura principale di Blackwood non è certo molto originale e gli eventi che si svolgono sono concordati, ma alza il livello abbastanza da non annoiarsi mai. E gli amanti della tradizione avranno pane per i loro denti, così come è emozionante l’universo di Oblivion.
Senza nuove classi o razze, Blackwood porta comunque un nuovo gameplay che può essere considerato importante. Il primo è l’ovvio arrivo dei cancelli all’Oblivion, o più semplicemente alle Dead Lands. Questi portali appaiono casualmente nell’area e non è né più né meno che un dungeon pubblico. Una volta dentro, devi superare un boss alla fine di una fase di esplorazione e nota che tutti i giocatori che hanno visto il portale in questione possono precipitarsi dentro. Anteprima è la parola d’ordine, poiché a differenza di altri eventi mondiali, e poiché si tratta di un’istanza reale, è impossibile sapere dove appaiono i portali se non si è vicini ad essi.. In tal caso, vedrai un bagliore arancione e sentirai un forte effetto sonoro. È un peccato che Zenimax non offra una migliore visibilità di questi spawn (come Bloodstorms in Greymoor) in modo che il maggior numero possibile di giocatori possa accedervi ed è tanto più vero che queste istanze non sono fattibili da sole. Una volta dentro, a volte devi aspettare lunghi minuti per vedere se altri avventurieri si uniscono a te o semplicemente arrenderti e tornare al Bosco Nero.
A questo si aggiungono i Compagni, che sono appunto NPC che possono accompagnarvi durante le vostre peregrinazioni PvE. Annunciata in pompa magna lo scorso gennaio, questa funzione è ben nota ai fan di Skyrim, ma non è necessariamente simile. A dire il vero, per un giocatore veterano, non servono praticamente a nulla. Per i neofiti invece possono essere di grande aiuto se aggiungiamo il nuovo tutorial ridisegnato e molto più accessibile di prima. Non aspettarti di poter completare dungeon veterani al loro fianco, poiché i limiti dell’IA più e più volte si fanno notare, ma per cogliere meglio alcune sequenze del gioco, portano a termine il lavoro.

In conclusione
Nel corso delle sue espansioni, The Elder Scrolls Online continua a fornire ciò che ci si aspetta da lui o quasi. Con Blackwood i contenuti a disposizione sono sicuramente interessanti, soprattutto se sei un fan di Oblivion, ma non dovresti aspettarti di più. Scegliendo di indirizzarlo verso nuovi giocatori, Zenimax Online sta probabilmente dimenticando un po’ il suo nocciolo duro sul ciglio di una strada troppo monotona. L’osservazione fatta nel 2019 come nel 2020 è quindi la stessa qui, e quello che all’epoca poteva essere comprensibile lo è molto meno nel 2021 quando la concorrenza a volte fa a gara con l’ingegno per sorprenderci. Un primo colpo d’avvertimento che va però soppesato in vista del lavoro svolto sulla lore, che resta quanto mai affascinante.

