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Tormented Souls – Recensione

Da oggi è disponibile su PS5 e PC Tormented Souls, un survival horror sviluppato dallo studio cileno Dual Effect. Molto presto sarà disponibile anche su PS4, Xbox One e Nintendo Switch. Come ci hanno detto i suoi stessi manager a luglio, durante una presentazione online, Tormented Souls è fortemente ispirato ai grandi del genere, ovvero a giochi classici come Resident Evil, Silent Hill o Alone in the Dark. Ma allo stesso tempo hanno anche cercato di aggiornare ai tempi attuali quello stile di gioco tanto amato dai fan dell’horror. Il risultato? Ve lo raccontiamo nella nostra analisi di Tormented Souls.

Il gioco

La storia di Tormented Souls ci mette nei panni di Caroline Walker, un’insegnante che riceve una lettera anonima con la fotografia di due gemelli. Dopo averla contemplata, l’immagine non smette di perseguitarla nei suoi sogni, così decide di recarsi nel luogo da cui proviene la lettera: un’antica dimora. Come potresti già immaginare, non è la migliore delle idee e poco dopo essere entrata nel locale, qualcuno o qualcosa la colpisce alle spalle e perde i sensi. Quando si sveglia, scopre con orrore che il suo occhio destro è stato rimosso.

Con questa premessa, inizia una storia che la porta a svelare i segreti della magione, a confrontarsi con creature da incubo e a scoprire aspetti di sé che non conosceva. Non è la trama più originale e avrebbero potuto cercare di essere un po’ più sottile quando si tratta di raccontarla, ma fa il lavoro perfettamente. Fin dal primo minuto, quando avviamo il gioco, diventa chiaro che siamo di fronte a un gioco a basso budget: il video di apertura che ci accoglie (su PS5) ha una comprensione molto bassa, causando la comparsa di artefatti che rovinano l’immagine.

Le animazioni e i modelli dei personaggi (soprattutto i volti) non sono all’altezza, né di questa generazione né della precedente. Tuttavia, il design visivo degli scenari è alto: godono di un enorme livello di dettaglio e non troverai due stanze identiche. Sotto questo aspetto sono riusciti a catturare perfettamente lo stile degli sfondi pre-renderizzati dei classici survival horror, adattandoli però ai tempi. Menzione a parte per gli effetti di luce, che, come vedremo tra un attimo, hanno anche applicazioni su lato gameplay.

Gameplay e altro

Perché quando si tratta di gameplay, Tormented Souls ha anche catturato perfettamente lo stile survival horror. Abbiamo un sistema di telecamere fisse, le munizioni e gli oggetti curativi scarseggiano, ci sono documenti, ed è possibile salvare su registratori audio, la partita. È persino possibile attivare uno stile di controllo “serbatoio” per un’esperienza survival horror al 100%. Da un lato, questo è molto positivo, perché i fan del classico survival horror, che aspettano da tanti anni un vero ritorno alle radici del genere, apprezzeranno molto Tormented Souls. Ma dall’altro non si può dire che sia un titolo che mette sul tavolo nuove idee.

Le più originali sono le situazioni che coinvolgono gli specchi, perché in certi momenti possiamo attraversarli per viaggiare nel passato della magione, qualcosa che dà molto gioco di fronte agli enigmi. L’esplorazione e, soprattutto, gli enigmi sono senza dubbio i maggiori punti di forza di Tormented Souls. Ci siamo imbattuti in enigmi che ci hanno costretto a leggere attentamente ogni documento più volte, siamo dovuti tornare in luoghi precedenti alla ricerca di oggetti che avevamo lasciato ed altro ancora.

Dai, non sono enigmi facili (sono sopra la media, almeno) e abbiamo dovuto ragionare un bel pò. E questo è fantastico. Qui dobbiamo evidenziare il grande livello di interazione degli oggetti, perché oltre al classico “esamina e combina”, in Tormented Souls tutto può essere spostato, toccato o regolato. Anche la luce gioca un ruolo importante, perché se Caroline trascorre troppo tempo al buio perde i sensi. Fin dall’inizio del gioco abbiamo un accendino per illuminare le aree scure, ma non è possibile impugnare l’accendino e un’arma allo stesso tempo, il che crea buoni momenti di tensione che ci hanno ricordato il grande Alan Wake. Il combattimento è forse la parte meno aggraziata dell’intero set, e il suo problema più grande è aver seguito alla lettera il classico manuale di survival horror. C’è una mossa di schivata molto utile, ma ciò non impedisce che tutto ciò che riguarda l’azione sia eccessivamente semplice. Anche le telecamere fisse non aiutano molto in questo senso.

In conclusione

In breve: se siete dei fan accaniti del survival horror nella sua forma più pura e siete in grado di perdonare i suoi difetti, vi divertirete con Tormented Souls. Tormented Souls cattura con precisione l’essenza del classico survival horror, realizzando un’esperienza che, a parte le mancanze, delizierà i fan più puristi del genere.

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