WILL: Follow The Light è una di quelle esperienze che non cercano di impressionare con la complessità del gameplay, ma con il modo in cui costruiscono atmosfera, emozione e silenzio. È un’avventura narrativa che si muove su toni intimi, quasi contemplativi, dove il ritmo lento non è un limite ma una scelta precisa di regia.

Il gioco mette il giocatore nei panni di un protagonista legato a un viaggio personale che si intreccia con il mare, la memoria e la solitudine. La narrazione non è mai esplicita in modo aggressivo: preferisce suggerire, lasciare spazio all’interpretazione e affidarsi a immagini, ambienti e frammenti di dialogo.
Il gameplay è estremamente essenziale. Si esplora, si osserva, si avanza seguendo la luce che dà il titolo al gioco. Non ci sono sistemi complessi, né meccaniche profonde: tutto è costruito per non interrompere mai il flusso emotivo dell’esperienza. Anche le interazioni sono ridotte al minimo, proprio per lasciare spazio alla componente narrativa.

Il vero protagonista è l’atmosfera. Il mare, le tempeste, le coste isolate e la luce del faro diventano elementi narrativi a tutti gli effetti. Ogni ambiente sembra parlare, più dei personaggi stessi. C’è una costante sensazione di distanza e malinconia che accompagna tutta l’esperienza.
Su PS5, il gioco beneficia di una buona resa visiva, soprattutto nella gestione dell’acqua e degli effetti di luce. Le onde, i riflessi e i cambiamenti atmosferici sono fondamentali per l’impatto emotivo del titolo e funzionano molto bene.


