Se hai passato ore a scervellarti sulle mappe di Gloomhaven o sei semplicemente un amante dei giochi da tavolo tattici, Frosthaven non ha bisogno di troppe presentazioni. Si tratta dell’erede spirituale e materiale del capolavoro di Isaac Childres, un titolo che, trasposto in digitale da Snapshot Games, promette di portare la complessità del gioco da tavolo direttamente sui nostri schermi. Attualmente in Accesso Anticipato, ho avuto modo di metterlo alla prova e, onestamente, è un’esperienza che riesce a essere incredibilmente gratificante e, allo stesso tempo, a tratti frustrante.

Il cuore del gioco è ancora una volta il sistema di combattimento tattico a turni, che qui si evolve diventando ancora più profondo e spietato. Se in Gloomhaven avevamo imparato le basi, in Frosthaven il gioco ti sbatte in faccia una difficoltà iniziale che non fa sconti. La gestione delle carte abilità, il posizionamento sulla griglia esagonale e la gestione delle risorse sono fondamentali; ogni singola scelta può significare la vittoria o una sconfitta bruciante. La bellezza sta proprio in questa profondità: quando riesci a incastrare perfettamente le abilità dei tuoi personaggi, creando combo devastanti, la soddisfazione è impagabile.
Rispetto al predecessore, ho trovato un miglioramento notevole nella parte gestionale dell’Avamposto, che aggiunge un livello di profondità strategica extra tra una missione e l’altra, rendendo la progressione molto più appagante. Tuttavia, bisogna parlare chiaro: siamo di fronte a un titolo in Accesso Anticipato e si vede. Sebbene la veste grafica sia un bel salto in avanti rispetto al primo capitolo digitale, con modelli dettagliati e un’estetica fantasy scura ben curata, il gioco soffre ancora di diversi problemi tecnici.
Bug, qualche crash sporadico e una certa “legnosità” dell’interfaccia utente sono ostacoli che possono frenare l’entusiasmo. Soprattutto in multiplayer, dove la sincronizzazione e la stabilità non sono sempre impeccabili, l’esperienza può risultare meno fluida di quanto vorresti. È un progetto ambizioso, che punta a portare oltre 130 missioni nella campagna completa, ma al momento siamo solo all’inizio del percorso.

La vera domanda è: vale la pena giocarlo ora? La risposta dipende da quanto sei disposto a chiudere un occhio sui difetti tecnici. Per chi ha amato il gioco da tavolo, poter evitare tutta la fase di setup fisico è una benedizione, e le meccaniche sono riprodotte fedelmente.
D’altro canto, se cerchi un prodotto rifinito in ogni dettaglio e privo di intoppi, allora forse faresti meglio ad aspettare che il team di sviluppo (che comunque si sta dimostrando molto attivo con gli aggiornamenti) completi il lavoro.

In conclusione, Frosthaven digitale è una promessa fantastica che si sta trasformando lentamente in realtà. È un titolo denso, complesso e capace di regalare decine, se non centinaia di ore di gioco se riesci a passare sopra a qualche bug di gioventù. Se hai la pazienza di seguire lo sviluppo e vuoi essere tra i primi a esplorare queste terre ghiacciate, buttati pure. Se invece preferisci la perfezione tecnica, metti il gioco in lista dei desideri e tieni d’occhio i futuri aggiornamenti. La base c’è, è solida ed è dannatamente divertente, ma c’è ancora molta strada da fare prima di poter dire che è un capolavoro senza riserve.

