“Chasmal Fear” si presenta come un’immersione claustrofobica e adrenalinica nelle profondità oceaniche, precisamente all’interno di una struttura scientifica sottomarina misteriosamente deserta. Sviluppato con l’Unreal Engine 5 e caratterizzato da una peculiare prospettiva in bodycam, il gioco getta immediatamente il giocatore in un’atmosfera carica di tensione e incertezza. L’incipit è volutamente enigmatico, con l’obiettivo primario di sopravvivere e scoprire la verità dietro l’inquietante silenzio e gli orrori in agguato. Ci si ritrova soli (o in compagnia, come vedremo) in un ambiente ostile, con risorse limitate e la costante sensazione di essere braccati. L’uso della bodycam contribuisce fin da subito a un’immersività cruda e realistica, amplificando il senso di vulnerabilità e precarietà.

Il titolo
La narrazione di “Chasmal Fear” si dipana attraverso l’esplorazione della struttura Magnus, svelando gradualmente cosa ha portato al disastro. Il gioco è definito story-driven, e un elemento cruciale è rappresentato dalle scelte che il giocatore è chiamato a compiere. Queste decisioni non sono meramente cosmetiche, ma influenzano attivamente lo svolgimento della partita, potendo aprire o chiudere percorsi, modificare l’approccio necessario (stealth o combattimento aperto) e persino portare a finali diversi. La raccolta di indizi, frammenti di storia, email e registri audio/video è fondamentale per ricostruire gli eventi e comprendere la natura delle minacce.
Un punto di forza di “Chasmal Fear” è la presenza di una modalità cooperativa per due giocatori. Questa opzione permette di affrontare l’incubo sottomarino al fianco di un amico, modificando proceduralmente la difficoltà per bilanciare l’esperienza. La cooperazione non solo offre un potenziale strato aggiuntivo di strategia e coordinazione, ma può anche stemperare (o forse aumentare?) la tensione data dall’atmosfera opprimente, condividendo la paura e la gestione delle scarse risorse. Inoltre, in alcune aree cruciali sono presenti checkpoint cooperativi automatici, che permettono a entrambi i giocatori di riprendere la partita da quel punto in caso di morte simultanea. I sviluppatori hanno anche annunciato di essere al lavoro su una soluzione per consentire ai giocatori di invitare nuovamente in partita un amico in caso di disconnessione, un problema comune nelle sessioni cooperative online

Gameplay ed altro
Il gameplay di “Chasmal Fear” si basa su un mix di survival horror e sparatutto tattico in prima persona. La gestione delle risorse è centrale: munizioni e rifornimenti sono scarsi, incoraggiando un approccio ponderato agli scontri. Non è sempre consigliabile ingaggiare ogni minaccia a viso aperto; spesso, la furtività o l’aggiramento sono le opzioni più sagge.
Un elemento distintivo del gameplay è il sistema di mutazione dei mostri. Alcune creature, una volta abbattute, possono mutare in forme più forti e pericolose, rendendo ogni confronto potenzialmente più rischioso e imprevedibile. A ciò si aggiungono eventi casuali, come crolli strutturali o apparizioni inattese, che aumentano la rigiocabilità e mantengono alta la tensione.
Sul fronte artistico, “Chasmal Fear” sfrutta l’Unreal Engine 5 per creare ambienti sottomarini realistici e dettagliati. La prospettiva in bodycam è un elemento stilistico predominante, contribuendo a un’estetica grezza e immersiva che ricorda filmati ritrovati o trasmissioni in diretta da una zona di pericolo. L’illuminazione gioca un ruolo cruciale nel creare un’atmosfera opprimente e nel nascondere gli orrori in agguato nelle tenebre dei corridoi allagati e arrugginiti della struttura Magnus. Sebbene alcuni asset possano essere riutilizzati (come comprensibile per un titolo sviluppato da un piccolo team), l’attenzione al design dei livelli e delle creature mutanti, ispirato a titoli come “Doom 3”, “Dead Space” e “Alien: Isolation”, è evidente e contribuisce efficacemente all’atmosfera horror.


