Questo gioco arriva anche con il marchio spagnolo, in quanto il suo sviluppatore sono i ragazzi di Inverge Studios, uno studio indipendente situato a Valencia con diversi sviluppi e riconoscimenti dietro di loro. Per fare Effie , hanno avuto il sostegno dell’iniziativa di PlayStation Talents. Questa è la nostra recensione.
Il Gioco
Effie, la nipote del protagonista ci racconta la storia di Garland, un uomo su cui è caduta una maledizione: ha perso la sua giovinezza ed è stato condannato con la vecchiaia. Ma lungi dall’arrendersi, Garland intraprende un viaggio alla ricerca della strega che gli ha inviato la maledizione per terminarla e tornare ad essere quello che era. E, naturalmente, questo viaggio sarà pieno di pericoli. La trama non fa spiccare al capolavoro sotto forma di narrativa essendo molto generica, ma questo è il minimo dei problemi narrativi di Effie.
Al di là della mancanza di creatività, è pieno fino all’orlo di narrazioni orribilmente recitate e dialoghi faticosamente imbarazzanti. Molto di ciò può essere attribuito al fatto che lo sviluppatore Inverge Studios si trova in Spagna e quindi non è di madrelingua inglese. I sottotitoli raramente corrispondono a ciò che viene effettivamente detto sullo schermo, e ad un certo punto il narratore pronuncia il nome di Melira in due modi diversi nella stessa scena. È un peccato perché sono sicuro che mi sarei interessato un po’ di più su quello che stava succedendo se non stavo ridendo con vergogna per l’inglese “stonato” tutto il tempo.

Il gameplay di Effie inizia in un ambiente simila ad un tempio che serve per insegnare al giocatori le basi dell’avventura nei panni di Garland. Il problema qui non è tanto il fatto che questa prima area si senta la mancanza di meccanica del gameplay, anche di base, perché è l’inizio del gioco e quindi ha senso. Il problema è che senza il contesto del mondo più vasto e il gameplay più profondo a venire, tutte le carenze del gioco vengono alla ribalta sin dall’inizio. Una volta che Garland uscirà dal tempio e nelle pianure rosse di Oblena, le cose miglioreranno sensibilmente. Questa zona aperta che farà da “hub” non è enorme, ma è una pausa rinfrescante dagli interni angusti che sono venuti prima. Visivamente, anche se non sorprende, è almeno di gran lunga più interessante della semplice architettura del tempio e delle pareti spoglie e senza trama. Meglio di tutto, Garland ottiene l’abilità di cavalcare il suo scudo magico (che funge anche da unica arma nel gioco) come un hoverboard attraverso le pianure.
Una volta fuori nelle Red Plains, la ricerca di Garland è semplice: viaggiare verso ognuna delle città e conquistare le loro prigioni sotterranee per trovare le tre gemme malvagie. Ognuno ha il proprio tema visivo e ognuno introduce una nuova meccanica di gioco che si caratterizza per il suo “dungeon”, ispirandosi chiaramente a personaggi come The Legend of Zelda. Punteggiati intorno alle pianure ci sono anche una dozzina di scontri più piccoli che fanno guadagnare a Garland un po’ di bottino e di esperienza in più, ma le città sono l’attrazione principale. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal modo in cui ognuno di loro appare distinta e si sente, pur rimanendo radicato nel mondo più grande. Il mio preferito del gruppo è sicuramente The Vineyard, una città costruita da giganteschi barili di “succo d’uva” in cui Garland esplora ciò che equivale a un tour in una fabbrica a tema alcolico. Anche i dungeon sono molto belli, offrendo puzzle di base ma soddisfacenti e molti segreti nascosti. Non sono mai troppo lunghi o troppo ripetitivi, il che è bello da vedere. E’ solo un peccato che il combattimento non sia il migliore che avessimo mai provato.

E’ molto difficile che il combattimento si avvicini di rado a qualcosa che assomiglia a una sfida, data la difficoltà che tende molto al basso. Per quanto riguarda la presentazione, a parte gli ovvi problemi con la storia e la narrazione, Effie svolge un lavoro rispettabile nel mostrare un’identità unica. Sebbene semplici e poco dettagliati, la maggior parte degli ambienti hanno un aspetto fantastico e stravagante che risulta migliore della somma delle parti. Anche le animazioni dei personaggi potrebbero richiedere molto lavoro, ma è difficile criticare troppo queste cose in uno sforzo decisamente “indie” come questo. Spero solo che sia stato dedicato più tempo a mixare e bilanciare gli effetti sonori, che spesso variano in modo selvaggio nel volume e rendono un’esperienza audio piuttosto spiacevole.
Quindi, entrando nel merito, Effie su Nintendo Switch offre esattamente gli stessi contenuti, ma con lievi differenze. La prima è che il tasso di FPS è sceso (su PS4 si muoveva a 60 fps) e su Nintendo Switch gira a 30, anche se sempre stabile e a 720p in modalità portatile. Il gioco mantiene il tipo, come si dice, anche quando il motore di gioco è a piena velocità. Ci sono piccoli tagli in altri aspetti, come il livello di dettaglio, le sequenze video (che sono state leggermente ricompresse, ipotizziamo che per entrare nella scheda di gioco) o piccoli difetti in alcune ombre e oggetti, oltre a tempi di caricamento leggermente più lunghi.
Ma niente è abbastanza serio da rompere il gioco, se il tuo piano è di divertirti su un dispositivo portatile. Lì il gioco si muove e ha un bell’aspetto se si perdonano i tagli e i difetti di cui abbiamo parlato prima, che sono particolarmente evidenti quando si gioca in TV con il dock. E tutto questo è in vendita nella cosiddetta Galand Edition, una versione fisica per Nintendo Switch che include il gioco in una bellissima edizione.
In conclusione
Effie è ancora un’avventura divertente su Nintendo Switch che i più piccoli apprezzeranno particolarmente. È come una storia, con azione e piattaforme, ideale per introdurre i più piccoli nelle avventure dell’open world senza eccessive difficoltà.


