Image default
MicrosoftNotiziePCPiattaformeRecensioniSony

Fairy Tail 2 – Recensione

Dicembre arriva ricco di novità videoludiche e tra queste un titolo che già aspettavamo da queste parti. Fairy Tail 2 arriva domani su Steam, Playstation e Nintendo Switch e lo fa con un gioco sviluppato da GUST e distribuito da Plaion nel nostro paese. Abbiamo già portato il mese scorso alcune prime impressioni su ciò che avevamo pensato di questo gioco nelle sue prime ore, ma ora non ci resta che analizzare la versione completa, che avevamo già anticipato che non differisce molto da quanto visto nella precedente.

Il titolo

Per i più sprovveduti, Fairy Tail è un manga creato dall’artista Hiro Mashima nel 2006 e si concentra su un gruppo di amici e colleghi della gilda dei maghi che, mentre imparano a sviluppare i loro poteri, devono anche essere incaricati di difendere il regno dalle minacce e dalle conquiste dei regni rivali. Abbiamo già avuto un primo gioco di Fairy Tail nel 2020 che copriva praticamente la maggior parte del manga, questo sequel però è responsabile dell’adattamento dell’intero arco finale che era in sospeso, dalla saga dell’impero Alvarez alla conclusione del manga originale. Sfortunatamente, il resto del manga dopo il salto temporale, la saga di 100 Years Quest, non è stato adattato -almeno nel gioco base- anche se ci sono possibilità che arrivi sotto forma di DLC, o più possibilmente in un futuro terzo capitolo.

Come avevamo già annunciato nella precedente beta, siamo di fronte a un JRPG tridimensionale che per la sua struttura giocabile potrebbe forse ricordare classici come Dragon Quest o i Tales of saga. Ed è che sfruttando l’ampia tradizione del manga originale, avremo una buona manciata di luoghi da visitare, tutti presi dall’opera originale e ricreati con più o meno successo. Non solo ci muoveremo controllando Natsu, il protagonista principale dell’opera, ma saremo anche in grado di controllare qualsiasi altro personaggio del gruppo, anche se questo non cambia affatto il gameplay e diventano semplici pelli.

Il gameplay si basa principalmente su un sistema di missioni, con missioni principali che seguono gli eventi canonici del manga per avanzare nella storia e ovviamente missioni secondarie, il cui scopo principale è quello di darci qualche ricompensa extra e aiutarci ad aumentare il nostro livello di esperienza. Mentre le missioni principali si adattano alla trama e ci offrono battaglie memorabili e ricompense interessanti, la maggior parte delle missioni secondarie segue il classico schema in stile MMORPG di “vai in un posto del genere, uccidi X mostri e portami la loro goccia”. Non è che ci aspettassimo una rivoluzione in tal senso, ma è vero che si tratta di un formato che è già noioso e sta diventando sempre più obsoleto.

Gameplay ed altro

Ma come dicevamo nell’anteprima, senza dubbio il punto di forza di Fairy Tail 2 è il suo sistema di combattimento. A metà strada tra il combattimento a turni e l’azione vera e propria, quando affrontiamo un nemico avremo un limite di tempo per compiere le nostre azioni e fargli del male, quando il nostro tempo sarà scaduto sarà il turno dell’avversario e lui farà lo stesso con noi. È sicuramente un buon formato di gioco, che mescola il meglio dei due sistemi di combattimento e soddisferà sia i fan del combattimento a turni che coloro che amano l’azione diretta.

Le battaglie incorporano un sistema di barre delle azioni e SP – punti abilità – che vengono ricaricati con attacchi base e spesi per abilità più potenti. Include anche meccaniche strategiche, come spezzare la resistenza nemica e sfruttare le sinergie tra i personaggi per fare ancora più danni. Gli attacchi di collegamento e l’indicatore del grado Fata sono meccaniche aggiuntive che rafforzano il cameratismo e l’epicità della gilda. Queste caratteristiche enfatizzano il lavoro di squadra, consentendo spettacolari attacchi combo e abilità uniche di ogni personaggio. Altri serviranno invece come personaggi di supporto che faranno un’apparizione momentanea per potenziare temporaneamente i personaggi giocabili.

Il sistema RPG viene approfondito con l’introduzione dell’albero delle abilità, che permette di personalizzare le abilità e i ruoli dei personaggi attraverso tre rami: Spirito, Abilità e Forza. Questo sistema incoraggia la sperimentazione e l’aggiustamento della strategia, anche se il gran numero di personaggi può rendere lo sviluppo individuale travolgente e finiamo per stancarci di migliorare i nostri personaggi spendendo i punti abilità uno per uno, poiché di solito possiamo ricevere fino a 4 o 5 punti abilità contemporaneamente.

Per quanto riguarda la sezione tecnica, Fairy Tail 2 non cerca di competere con i titoli AAA, e il suo budget modesto si riflette in alcuni aspetti, come le scene in tempo reale e le transizioni di base nella narrazione, tuttavia la fedeltà allo stile visivo dell’anime grazie alla grafica cel shading e l’uso di effetti sorprendenti in combattimento riescono a mantenere la nostra attenzione. La colonna sonora, sebbene competente, non include temi originali dell’anime, il che potrebbe deludere alcuni fan. Un altro importante punto a sfavore è la lingua, perché sebbene abbiamo le voci giapponesi dei doppiatori originali, l’italiano non è una delle lingue disponibili, essendo costretti a giocare in inglese con tutto ciò che questo comporta, e già avvertiamo che c’è troppo testo, non solo nei filmati ma anche nei dialoghi che i personaggi hanno tra loro mentre abbiamo il controllo.

Related posts

Una patch supporterà il lancio di Dishonored 2

NIS America annuncia Monochrome Mobius: Rights and Wrongs Forgotten

Luca Cuciniello || Ciccioboy

Ghostrunner – Recensione

Luca Cuciniello || Ciccioboy