Image default
NintendoNotiziePCPiattaformeRecensioniSony

Is It Wrong to Try to Pick Up Girls in a Dungeon? Familia Myth Infinite Combate – Recensione

Il mondo di Public Speaking diventa un videogioco. Esatto, dopo una serie di ritardi e dopo la sua prima in Giappone alcuni mesi fa, oggi vi parleremo di “Is It Wrong to Try to Pick Up Girls in a Dungeon? Infinite Combate”, un gioco del franchise che forse vi suona più familiare con il nome di Danmachi, un’opera che ha riscosso un buon successo nel nostro paese, sia per il suo adattamento al manga che per la sua serie animata concessa in licenza, con un film e persino una terza stagione in arrivo in Giappone entro la fine dell’anno. Noi abbiamo provato il titolo e questa è la nostra recensione.

Il gioco

La storia di Danmachi: Infinite Combat ci porta in un universo in cui gli dei di diverse mitologie come il greco o il nordico si sono stancati della vita placida e noiosa che la loro onnipotenza concedeva loro, così hanno deciso di viaggiare negli inferi per formare gruppi chiamati Famiglie in cui convivere in modo mondano con il resto dei mortali.

In questo contesto, la nostra storia inizia seguendo Bell Cranel, un giovane dai capelli bianchi che altro non è che un avventuriero alle prime armi appartenente alla Famiglia di Hestia, una dea di scarso prestigio che vive innamorata di lui. Così, in coesistenza di entrambi, inizieranno le avventure di Bell nei dungeon per migliorare il suo grado, vivere tutti i tipi di avventure e reclutare nuovi membri per la Famiglia della sua dea lungo la strada. Così, nonostante ciò, non entreremo solo nel controllo del giovane Bell poiché i capitoli della storia si alterneranno tra la sua prospettiva e quella di Ais Wallenstein, avventuriera di alto rango della Famiglia Loki che, oltre a servire come l’interesse amoroso di Bell nella narrazione, è considerata l’eroina della serie, contando anche sul suo spin-off chiamato Sword Oratoria.

Analisi del Gameplay

Per quanto riguarda la sua giocabilità, in Danmachi: Infinite Combate possiamo differenziare due sfaccettature che agiscono insieme per dare il prodotto finale di se stesse: da un lato, la storia ci viene raccontata attraverso caselle di testo sotto forma di romanzo visivo, e dall’altra, lo attraversiamo grazie all’accettazione di missioni che si svolgono nei dungeon attraverso i quali dovremo farci strada.

In questo modo, come romanzo visivo è un prodotto più che notevole, con illustrazioni inchiodate a quelle della serie animata così come dialoghi perfettamente doppiati in giapponese, così come eventi speciali che ci permetteranno, ad esempio, di avere appuntamenti e aumentare il nostro livello di intimità con i protagonisti femminili del franchise come Hestia o Ais. Tuttavia, come un dungeon crawler rimane a metà, con meccaniche che mancano di profondità e scenari un po’ poveri che potrebbero dare di più di se stessi quando parliamo, dopotutto, del primo gioco basato su un grande franchise di animazione giapponese. Approfondendo quest’ultimo, continuiamo a parlare di cosa possiamo fare nel titolo. Per cominciare, in ogni missione ci verranno affidati determinati obiettivi, come raccogliere materiali o uccidere un certo tipo di mostro. Allo stesso modo, come regola generale, ci verrà dato un limite di tempo per svolgere questo compito, terminando il gioco nel caso in cui il tempo scada o si esaurisca la vitalità. In tal modo, per farci strada attraverso i dungeon possiamo usare attacchi deboli, forti o magici (che consumeranno i nostri punti magici), così come oggetti (fino a un massimo di quattro diversi per incursione), attacchi di supporto(rappresentati da personaggi secondari che ci accompagneranno nell’avventura come Liliruca Arde o Welf Crozzo ) e attacchi di abilità speciali devastanti che verranno attivati ​​quando una barra speciale sarà piena.

In questo modo, le missioni (divise in principali, che ci fanno avanzare nella storia, e secondarie, che ci danno oggetti da acquistare nei negozi e migliorare il nostro equipaggiamento) risultano ancora un po’ monotone e prive di complessità. Nonostante tutto, quando completerai l’avventura, verrà sbloccata una sorpresa che amplierà ulteriormente le possibilità di questo aspetto del titolo di cui abbiamo parlato e ne aumenterà notevolmente la durata. Ora, come al solito, vi parleremo della sezione audiovisiva del titolo. Come avete visto leggendo i paragrafi precedenti, i segmenti della storia sono molto ben lavorati, con illustrazioni dei personaggi tratte dalla serie animata e scenari molto ben disegnati. Tuttavia, i segmenti giocabili sono un’altra storia; Con un look “chibi” per Bell e Ais, le parti d’azione che si svolgono nei dungeon sembrano prese da niente di più e niente di meno che un gioco per cellulare, con ambientazioni poco ispirate e mostri privi di originalità nei loro design. Un’assenza di scintilla che toglie il tutto in termini di grafica.

Anche così, la sezione sonora del titolo più che compensa questa mancanza, non solo perché i dialoghi sono doppiati con le voci prestigiose del cast originale della serie, ma anche perché ha una colonna sonora più che accettabile che è incoronata da Treasure, OST originale del gioco composto da Yuka Iguchi, una delle doppiatrici più prolifiche del Giappone che è anche incaricato di dare voce ai temi di apertura della serie animata.

In conclusione

Grazie a Meridiem Games possiamo goderci in Italia quello che è il primo adattamento per console del franchise di Danmachi, una delle serie contemporanee più rilevanti nel panorama delle light novel. In questo modo, come avete potuto verificare nel corso di questa recensione, Danmachi: Infinite Combate è un titolo creato pensando ai follower della serie, introducendoci nuovamente nel suo universo e avendo come grande stimolo la possibilità di incarnare i suoi protagonisti.

Related posts

NBA 2K21 – MyTEAM Season 8 Aggiornamento

Luca Cuciniello || Ciccioboy

TAXI LIFE: UN SIMULATORE DI GUIDA IN CITTÀ È ORA DISPONIBILE


Luca Cuciniello || Ciccioboy

Enotria: The Last Song sarà disponibile su Xbox Series X|S dal 12 dicembre

Simone Piantoni