Ci sono momenti in cui vale la pena ricordare che non molto tempo fa i videogiochi avevano solo un pulsante e una levetta da controllare, e quindi passavamo ore e ore a uccidere “marziani”. Ecco perché riceviamo sempre con grande nostalgia uno di quegli omaggi che reinventano le formule classiche e offrono quella stessa sorprendente semplicità. Uno dei successi maggiore di Ratalaika è proprio questo, chiamato Super Destronaut, che dopo qualche anno dall’uscita del primo capitolo, ci porta un suo sequel, chiamato 2 DX.

Il gioco
Super Destronaut DX-2 è il seguito di uno di questi tributi al classico Space Invaders, che ha già accumulato 40 anni di storia. Chi non ha mai giocato a questo intramontabile esponente dell’industria dei videogiochi? Che si tratti dell’originale o di una delle sue dozzine di versioni di altri sviluppatori, abbiamo tutti annientato gli UFO con una semplice nave che ha sparato solo verso l’alto.
Questo seguito pecca di non innovare troppo rispetto al precedente, e torna a omaggiare il classico tra i classici, e lo fa senza reinventarlo eccessivamente, presentando la stessa semplicità di concept e incorporando solo alcune lievi varianti di nemici, poco altro. Pertanto, la formula giocabile è spiegata in una sola frase, controlliamo una nave che deve eliminare tutti i possibili alieni in diverse modalità di gioco e con classifiche mondiali per morderci con il resto dei giocatori. E una nota importante, possiamo eseguire questa impresa insieme a un amico in locale, poiché include un multiplayer che ci consente questa possibilità, anche se saremmo stati grati se fosse disponibile anche online.
Come se fossimo a metà del 1978, le nostre riflessioni saranno la chiave per affrontare i vari tipi di UFO che appariranno nella parte superiore dello schermo. Ci saranno diversi colori e ogni colore rappresenta un diverso tipo di attacco. Alcuni proiettili incrociati sparano, altri razzi spaventosi, ma saremo sempre chiari su cosa aspettarci guardando il tipo di nemico che è, così possiamo dare la priorità a chi attaccare per primo.

Gameplay e altro
Sicuramente chi vogliamo sconfiggere per primo è l’UFO arancione che appare in alcune ondate, che ci concederà un attacco speciale temporaneo che può semplificarci la vita. Questa è senza dubbio la variante più eclatante rispetto alla classica, visto che in tutto il resto è sostanzialmente la stessa, magari evidenziando che alcuni nemici “cadono” verso di noi una volta abbattuti, e possiamo approfittare di sparargli per ottenere punti extra, ma facendo attenzione a non urtarli.
In termini di modalità di gioco, troviamo una modalità campagna con 25 livelli che pongono varie sfide, sia per uccidere tutti i nemici, sia per farlo contro il tempo, con proiettili limitati, o con alcune varianti come alterare la dimensione dei colpi e altri. Da notare che il livello di difficoltà aumenta rispetto al primo capitolo, che era una passeggiata in termini di campagna, e ora è abbastanza difficile ottenere il gold rating a tutti i livelli. Oltre a questa modalità principale, abbiamo diverse modalità con le varie varianti separatamente, ovvero una modalità di prova a tempo, una modalità con proiettili limitati o una modalità difficile, per poter riprodurre individualmente queste lievi variazioni giocabili.
E come per il suo primo capitolo, dobbiamo tenere a mente che la durata del gioco è piuttosto effimera, o almeno la sua varietà, poiché in pochi minuti avremo visto tutto ciò che il titolo ha da offrire. A tal proposito, l’elenco dei trofei ci ha deluso, visto che in soli 15 minuti di tempo avevamo ottenuto il trofeo di platino del gioco. Diventa un’occasione mancata per allungare la sua durata mettendoci traguardi difficili o più impegnativi, ma invece l’occasione viene sprecata con obiettivi blandi che otterremo con poca fatica. Nell’originale poteva ancora farsi perdonare, ma nel caso di un sequel non capiamo perché cada di nuovo in questo errore e riproponga praticamente lo stesso una seconda volta.

In conclusione
Il suo basso costo sarebbe il modo più interessante per avvicinarsi ad esso, e sicuramente i veterani apprezzeranno di più la sua proposta, ricordando quei pomeriggi che massacravano marziani sui nostri televisori a tubo o nelle sale giochi defunte. I più piccoli potrebbero non capire quanto creasse dipendenza questa semplice meccanica, o forse lo fanno, quindi per ogni evenienza, è meglio consigliarlo a tutti e a tutti di goderselo a modo loro, perché i classici non muoiono mai.

