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Tandem: A Tale of Shadow – Recensione

Tandem: A Tale of Shadow, un titolo molto promettente si cristallizza in un’avventura ancora più promettente, l’indagine su una ragazza e un orsacchiotto in una casa delle fate, un racconto che potrebbe far parte dei nostri sogni vivi e di alcuni dei nostri incubi. Dal nostro paese vicino, Monochrome Paris crea questa tela sinistra e Hatinh Interactive la presenta al mondo. Disponibile su console e PC, abbiamo ricevuto un codice review e questa è la nostra recensione.

Il gioco

La storia ci mette davanti alla strana scomparsa di Thomas Kane, figlio di una coppia di illusionisti, in un’oscura Londra vittoriana, che mette sotto scacco Scotland Yard. Due personaggi simili si uniscono per svelare questo mistero: Emma è una ragazzina di dieci anni dalla mente agile e investigativa, che decide di farsi coinvolgere in un’avventura che di certo non assomiglierà a quanto si aspettava la sua mente infantile. Fenton è un orsacchiotto dotato di vita, che cade da una carrozza davanti a Emma. Entrambi diventano compagni accidentali alle porte della villa dei Kane, cercando di approfondirne i segreti, e arrivare fino in fondo alla scomparsa di Thomas nella casa della stessa famiglia.

Una storia e un’esecuzione artistica che ricorderanno senza dubbio quei mondi contorti di Tim Burton o Neil Gaiman come grandi scatti di riferimento. Il nome del gioco si riferisce a questa squadra unica, che si presenta sotto forma di un doppio sistema di gioco connesso. Con Emma giochiamo da una prospettiva zenitale, il suo ruolo si concentra sull’esplorazione, sulla ricerca di chiavi e sul nascondersi dalle minacce. Fenton è presentato in una prospettiva laterale in bianco e nero e il suo modo di giocare è platform. Un tocco di un pulsante li collegherà praticamente in qualsiasi momento, combinando questi due stili di gioco e l’uso di luci e ombre per completare ciascuno dei 45 livelli.

I due stili di gioco molto diversi sono legati all’uso delle sorgenti luminose che Emma utilizzerà per generare ombre che aprono la strada a Fentom. L’orso coraggioso può avanzare solo quando c’è luce, non essendo in grado di essere controllato quando è avvolto nell’oscurità , e usando questa oscurità anche come punti d’appoggio e piattaforme. In entrambi i casi, dovranno attivare meccanismi che apriranno percorsi per l’altra parte.

Il gameplay derivato da questo peculiare sistema è tanto interessante quanto semplice. Entrambi i personaggi hanno un unico pulsante di azione, esecuzione per Emma, ​​​​salto per Fentom, uno per l’interazione con vari meccanismi, oggetti e cose e il passaggio da entrambi i personaggi.

Gameplay e altro

Perché quella semplicità non si confronta con l’offerta di un’avventura di enigmi e osservazione con sostanza. Ciascuno dei cinque scenari propone le proprie particolarità a questo gioco di luci e ombre. Il giardino iniziale è una buona introduzione per vedere come creare percorsi oscuri per i momenti di furtività di Fentom o Emma, insieme a quei meccanismi interconnessi tra entrambi i personaggi. E dal secondo, le caldaie, vedremo le nostre regole che vengono modificate quando passiamo allo scenario successivo.

Rispetto ad altri puzzle game, Tandem: A Tale of Shadows non si propone di sfruttare il suo semplice controllo di base in modi più ingegnosi, ma anzi tutto si basa su ciò che ogni specifico scenario propone attraverso i livelli disponibili. Pertanto, le prime fasi dell’arrivo in ogni nuova posizione sono più semplici e più brevi delle ultime dello scenario precedente, mentre si arriva a questo nuovo mondo. In ogni caso, non è un puzzle game difficile, è totalmente progettato per avanzare con ritmo, mantenendo una profondità sufficiente per sfruttare il suo interessante sistema cooperativo.

Direi che la grande risorsa del gioco è un equilibrio ben sostenuto tra originalità, sfida, avanzamento, narrativa, personalità e direzione artistica. Come ho detto, Tandem: A Tale of Shadows non sono enigmi duri e puri, ricordando i recenti Bonfire Peaks in quel campo. Il modo in cui si svolge consente molteplici errori e “morti” che ci fanno apparire poco prima dove abbiamo fallito, in sezioni ed enigmi che richiedono solo un po’ di pianificazione e osservazione. Non commette l’errore di offrire momenti di pura abilità tra due personaggi e meccaniche che non sono fatte per questo.

Come ho detto, la progressione è molto ben misurata per offrire divertimento attraverso la sfida, ma senza rimanere bloccati per molti minuti a provare soluzioni e a scervellarsi. Il cambio di tempo tra i personaggi e l’osservazione è più importante delle riflessioni e della precisione messa a punto.

In conclusione

Tandem: A Tale of Shadows è un’avventura molto speciale, abbastanza rotonda ed equilibrata nelle 5-6 ore che dura. In una curiosa combinazione di meccaniche e persino di generi, l’uso di due personaggi così disparati crea uno stile di gioco ben risolto e interessante. Avvolti in un’ambientazione e un’opera artistica che combina l’affascinante con l’oscurità in un’avventura ben bilanciata con personalità.

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