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The House of the Dead 2 – Remake – Recensione

Appena ho puntato il mirino e premiuto il grilletto, The House of the Dead 2 – Remake mi ha trascinato immediatamente nel cuore del classico horror arcade riveduto e moderno. Niente fronzoli, solo pura azione in stile rail shooter: zombie da eliminare a raffica, teste che esplodono, boss arrabbiati e percorsi frammentati dalla violenza più old-school.

Il jump al remake si vede tutto: grafica patinata, illuminazioni accese e ambientazioni da parchi di divertimento infernali tra etihadene e zombie ambulanti. La resa visiva è pulita, con animazioni esagerate e zombie realisticamente corrugati nei dettagli, ma col tono volutamente esagerato che un titolo arcade richiede. Le armi conservano quel feeling arcade – il fucile auto-gancio ha una scintilla retrò che mi ha fatto venire il loop.

Il cuore del gioco è invariato: sei sempre un agente che deve avanzare attraverso corridoi, stanze di laboratorio e foreste mostruose, cercando di non essere sopraffatto dagli undead. Le meccaniche di scoring sono tornate: critico, tempo bonus, colpi coreografici — tutto ciò che ti spinge a puntare al punteggio più alto possibile. Non c’è room per la tattica prolungata; qui va di riflessi, precisione ed adrenalina pura.

Una novità significativa è la modalità Archival, che raccoglie accanto al remake anche la versione originale con grafica pixelata. È una chicca per i nostalgici, un ponte tra passato e presente che fa sicuramente piacere. La qualità del sonoro è anch’essa perfetta: urla, rintocchi elettrici, boss che ringhiano lontani creano la tensione giusta senza contare i “Moahaha” degli zombie spruzzati via come spray.

Il tiro cooperativo locale funziona bene — due giocatori possono affrontare la campagna insieme, coordinandosi per coprirsi i fianchi e raggiungere il massimo combo. Su PC lo reputo ancora più godibile, grazie ai controlli precisi a mouse, ma anche la versione console è stata gestita con intelligenza.

Ci sono però dettagli da migliorare: alcune texture non brillano dopo un po’, il flow a volte si imbatte in leggero stuttering quando lo schermo si riempie di effetti, e la trama è veramente minimale (giusto tre o quattro frasi tra una ondata e l’altra). Ma non sono difetti che intaccano davvero il cuore arcade del gioco.

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