Thick As Thieves è un progetto che guarda apertamente alla tradizione degli stealth in prima persona, ma prova a rileggerla in chiave moderna attraverso una componente multiplayer e sistemica molto più marcata. Dopo una prima prova, la sensazione è quella di un titolo ambizioso, costruito attorno all’idea di furtività emergente e interazione tra giocatori.

L’ambientazione richiama un mondo urbano oscuro, tra suggestioni vittoriane e toni fantasy. Vicoli, tetti e interni sorvegliati diventano il terreno perfetto per infiltrazioni, furti e fughe improvvisate. L’atmosfera è uno degli elementi più convincenti: luci soffuse, ombre profonde e un uso intelligente dell’illuminazione creano un contesto ideale per il gameplay stealth.
Il cuore dell’esperienza è proprio la furtività, ma non in senso tradizionale. Qui non si tratta solo di evitare nemici controllati dall’IA, ma anche di confrontarsi con altri giocatori, ognuno con i propri obiettivi. Questo introduce una dimensione imprevedibile: ogni partita può evolversi in modo diverso, a seconda delle scelte e delle interazioni.
Il sistema di gioco premia l’osservazione e la pianificazione. Muoversi nell’ombra, sfruttare percorsi alternativi e gestire il rumore sono elementi fondamentali. Allo stesso tempo, la presenza di altri giocatori rende tutto più teso: non si è mai completamente al sicuro, e ogni errore può essere sfruttato da qualcuno.

Interessante anche la componente cooperativa. Collaborare per portare a termine un colpo aggiunge profondità strategica, ma richiede comunicazione e coordinazione. Il gioco sembra voler spingere proprio su questo equilibrio tra cooperazione e competizione.
Dal punto di vista del gameplay, la base è solida, ma si percepisce che il progetto è ancora in fase di definizione. Alcune meccaniche necessitano di rifinitura, soprattutto per quanto riguarda la reattività dei controlli e il bilanciamento tra approccio stealth e momenti più caotici.
L’interfaccia e la leggibilità delle informazioni sono altri aspetti che potrebbero essere migliorati. In un gioco dove la percezione è tutto, avere feedback chiari è fondamentale. Tecnicamente, il titolo si presenta già in buone condizioni, con un comparto visivo coerente e una direzione artistica ben definita. Non punta al fotorealismo, ma a creare un mondo credibile e immersivo.


