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Wild Hearts S – Recensione

Appena avviato Wild Hearts S, si percepisce subito il nuovo passo compiuto rispetto all’edizione originale: Omega Force e Koei Tecmo hanno lavorato per offrire un’esperienza più fluida, cooperativa e accessibile, abbandonando il coinvolgimento di EA Originals. Un cambiamento che si sente già dall’interfaccia e dal flusso di gioco.

Il titolo

Il gameplay rimane fedelissimo all’originale Wild Hearts, ma con migliorie importanti: ora è possibile giocare in co-op fino a quattro giocatori, sia online che in locale, senza bisogno di account EA. Il cross-play non è supportato, ma il matchmaking rimane rapido e semplice, integrando pienamente anche i contenuti aggiuntivi già pubblicati per la versione base.

Il sistema di Karakuri torna come fulcro del combat design: costruzioni temporanee come casse, lame o scudi impiantati sul terreno in tempo reale, utili per creare percorsi, trappole o strategie offensive. Nuovi tipi di Karakuri consentono di volare, curare o manipolare l’ambiente come mai prima d’ora.

La fauna del continente di Azuma rimane iconica: i Kemono, creature gigantesche fuse con la natura, sono visivamente imponenti e variegati nei pattern. Il mondo introduce ambientazioni ispirate alle quattro stagioni, alternando deserti, regioni innevate, foreste rigogliose e terre bruciate.

Gameplay ed altro

Il crafting è profondo: raccogli materiali da ogni caccia per fabbricare armi come nodachi, arco e persino armi-costrutto tipo la karakuri katana. Ogni creazione ha usi strategici: puoi combinare componenti, potenziare armature o creare strade da cui sorprendere i mostri. Il bilanciamento dell’equipaggiamento è stato aggiornato, rendendo alcuni boss accessibili prima rispetto al gioco originale. Rispetto alla versione base, il bilanciamento è stato rivisto in più punti—arme e armature ottimizzate, ridotta la frequenza di fughe da parte dei Kemono e migliorata l’accessibilità all’endgame anche in fasi iniziali di gioco.

Nonostante l’esperienza sia più solida, chi conosce l’originale saprà che Wild Hearts ha sofferto di problemi tecnici significativi, soprattutto su PC—frame-rate instabili, stuttering e pop‑in persistenti. Questi problemi non sono stati del tutto risolti in Wild Hearts S, anche se il team ha lavorato a patch successive nel tempo.

Dal punto di vista narrativo, il gioco offre una campagna da circa 30 ore, con un prologo centrale che coinvolge cacce epiche, caccia finale al Celestial Dragon e un epilogo che svela il significato della pioggia eterna che affligge Azuma. La modalità multigiocatore si dimostra ben calibrata: più i compagni sono attivi, meglio si coordina il posizionamento dei Karakuri, le strategie di gruppo e la gestione delle risorse. Le sessioni diventano particolarmente soddisfacenti quando si affrontano Kemono di alto livello con equipaggiamenti ottimizzati.

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