Quando ho visto Rematch presentato da Sloclap, gli stessi creatori di Sifu, non avrei pensato fosse una rivoluzione nel mondo dei videogiochi di calcio. Eppure, dopo averlo provato, devo ammettere che Rematch è qualcosa di più di un semplice alternate al solito FIFA o PES. Non ci sono regole rigide, cartellini o fuorigioco: ci sono solo due squadre, pareti che trattengono il pallone e una sfida pura fatta di abilità, ritmo e strategia improvvisata ‒ ricordando un mix tra Rocket League e un torneo di calcetto di strada.

Il titolo
Il cuore del gioco batte nei suoi moduli multiplayer: 3v3, 4v4 e, soprattutto, il 5v5 competitivo. Ho giocato una o due partite, e la tensione è quella delle notti in cui contano solo i gol, i rimbalzi sulle pareti e un portiere improvvisato ogni volta che qualcuno se sposta dalla propria area . Nessuna pausa: la partita non si ferma mai. Se segni con quattro gol di vantaggio, vinci subito. E questo mantiene il ritmo alto, senza pause, senza scorciatoie: una montagna russa di adrenalina compressa in cinque minuti.
Non è un simulatore: è un gioco arcade con cuore, ma richiede una mano precisa e decisioni rapide. Palle al piede, tiri a comando con mirino, passaggi su rebounding da parete: tutto dipende da quanto sai reagire velocemente, guardare lo spazio e puntare. Ho imparato presto che non basta premere “passa”: bisogna mirare, guardare la traiettoria, leggere il gioco al volo… È soddisfacente quando un passaggio dà il via a una giocata improvvisata, e ancora più bello segnare da un rimbalzo strategico .

Gameplay ed altro
Patti chiari: controlli un solo calciatore, che può facilmente diventare portiere arretrando. Questo alleggerisce la gestione e rende ogni decisione emotivamente immediata: se ti allontani e lasci i pali scoperti, può capitarti di tornare in tuffo a salvare l’ultimo tentativo. Il feeling è personale, quasi cinematografico: stai correndo, senti la stanchezza, vai giù per una parata. Ed è tutto meritato .
Graficamente il gioco è un tuffo in un mondo futuristico dall’estetica empatica: stadi nei pressi di dighe o turbine eoliche e un colore che sembra una tela impressionista. Girano a meraviglia su PS5, anche se qualcuno nota ancora qualche problema di connessione e la mancanza del cross-play al lancio. Ma quelle imperfezioni non mi hanno fermato: il tutto resta divertente, veloce e con qualche sussulto tecnico da perfezionare.


