Hai mai iniziato a giocare qualcosa alla cieca, senza essere molto chiaro su cosa consistesse o di cosa si trattasse, lasciandoti a bocca aperta ogni cinque minuti? Se non hai mai provato quella meravigliosa sensazione (o qualcosa di simile), abbiamo il gioco per te: Yurukill: The Calumniation Games. Un’opera unica che mescola generi disparati come sparatutto o visual novel e che ha una storia scritta dal creatore del popolare Kakegurui.

Il gioco
Se, come noi, non avevi mai sentito parlare di Yurukill fino al momento in cui mi hanno detto “tocca a te recensire questo”, ti basterà sapere che si tratta di un videogioco sviluppato da Izanagi Games (responsabile di Death Come True and World’s End Club) che arriva su PS4, PS5, Nintendo Switch e PC il prossimo 8 luglio. Cos’è esattamente Yurukill? Si potrebbe dire che si tratta soprattutto di quella che i giapponesi chiamano “Escape Adventure” : una visual novel con processi decisionali, indagini, enigmi, ecc., molto in linea con la saga di Danganronpa. Ma, in una svolta inaspettata degli eventi, Yurukill presenta anche livelli sparatutto in stile Bullet Hell che sono stati sviluppati da G.rev, uno studio veterano del genere. Come funziona questa combinazione? E cosa è più importante: come diavolo giustificano il mixaggio di generi così diversi? Nella nostra recensione di Yurukill: Tha Calumniation Games ve lo spieghiamo.
Immagina che un giorno ti svegli e scopri di essere stato rinchiuso in una cella e di essere stato messo con un collare che, in determinate circostanze (come cercare di toglierlo), ti pugnalerà con un pungiglione carico di veleno. Ebbene, è quello che succede a Sengoku Shunju, un giovane giapponese che sta scontando una condanna da dieci anni per crimini che sostiene di non aver commesso. Come Sengoku, altri cinque aspiranti criminali si trovano in questa situazione, e scoprono presto che qualcuno li ha portati a Yurukill Land, una specie di parco divertimenti su un’isola remota, per partecipare a un gioco molto contorto: se superano il prove che sono state preparate per loro, potranno liberarsi della loro condanna. Anche se sono veramente colpevoli.

Ma non sono soli: ciascuno dei criminali deve allearsi con un’altra persona. Che non è niente di più e niente di meno che la vittima collaterale dei crimini che (presumibilmente) hanno commesso. Con un’alleanza così difficile, entrambi devono superare le prove per determinare finalmente se l’accusato deve essere perdonato o morire. Come potete vedere, solo la premessa è già tremendamente interessante e vi assicuriamo che le cose continuano a migliorare in ogni momento. Non sorprende che la sceneggiatura di Yurukill sia scritta da Homura Kawamoto, autore del popolare Kakegurui. Dai, la storia è uno dei suoi punti di forza e, come si suol dire, tiene incollati dall’inizio alla fine.
Il gioco è diviso in capitoli incentrati su ciascuno dei cinque gruppi di prigionieri e carnefici, permettendoci di approfondire i crimini e le persone coinvolte. Uno degli aspetti più divertenti è conoscere i personaggi, il rapporto che li unisce e svelare gradualmente il loro coinvolgimento (o meno) nei crimini tra tanti altri misteri. La storia è presentata come un romanzo visivo, il che significa che la narrazione è fatta quasi interamente con ritratti di personaggi e finestre di dialogo. Ora, lungi dall’essere noiosi, i ritratti hanno un gran numero di espressioni e muovono le labbra quando parlano (con voci in giapponese).

Gameplay ed altro
Il design artistico di ognuno dei personaggi trasuda carisma e ci ha ricordato molto lo stile particolare di Vanillaware. E lo stesso si può dire per l’interfaccia utente, il design dei menu e le “caselle” di dialogo (che cambiano a seconda dell’umore del personaggio), in quanto hanno anche molta personalità, in questo caso ricordano la celebre UI di Persona 5. All’interno delle conversazioni, a volte, abbiamo anche la possibilità di dare risposte diverse, a volte semplicemente per ottenere reazioni e altre volte con implicazioni di gran lunga maggiori.
Perché la sfaccettatura della visual novel non consiste solo nella lettura: nelle attrazioni, Yurukill diventa un gioco di mistero che ci porta ad esplorare un luogo composto da stanze diverse, ognuna con oggetti con cui possiamo interagire attraverso un reticolo e un bel mazzo di enigmi. Ce ne sono di tutti i tipi: dai puzzle matematici ai puzzle che mettono alla prova il nostro livello di attenzione. Se rimaniamo bloccati, Yurukill ci consente di selezionare fino a tre indizi (ognuno più rivelatore dell’ultimo) in ogni puzzle. Non ci sono penalità per il loro utilizzo, quindi è un modo davvero interessante per regolare la difficoltà dei puzzle al volo.

A un certo punto, ci troviamo anche di fronte a una micidiale sessione di domande e risposte nota come Maji-Kill. In linea di massima, questi sono i momenti in cui la tensione tra i Prigionieri e gli Enforcer raggiunge il culmine e dobbiamo rispondere correttamente, mantenendo la tensione entro una percentuale, per evitare di essere giustiziati. Tutti questi elementi finiscono per culminare nella fase sparatutto, che all’interno dell’universo Yurukill viene spiegato come un gioco di realtà emotiva (che è come quello virtuale, ma più intenso) dove il Prigioniero controlla la nave attaccante e l’Esecutore i nemici tu affronti. Avere uno studio diverso che si occupi di queste sezioni giocabili è stata un’ottima idea, visto che le fasi di ripresa sono davvero buone. Abbiamo i soliti elementi di questo tipo di gioco (navi con diversi tipi di colpi, potenziamenti, attacchi speciali), conditi con una buona dose di bullet hell quando si tratta di combattere i boss.
A questo punto, va da sé che Yurukill: The Caluminiation Games ci è piaciuto MOLTO. Ma ci sono due aspetti negativi di cui tenere conto: il primo è che il gioco ci arriva con testi in inglese. C’è la possibilità di cambiare la lingua in francese o tedesco. Ma niente italiano. E poiché questo è un gioco che ci costringe a leggere enormi quantità di testo, non padroneggiare o comprendere la lingua può essere un’enorme barriera all’ingresso. Nonostante questo, ci siamo divertiti come pazzi con Yurukill, la sua storia piena di colpi di scena e le sue sequenze d’azione frenetiche. Se ti piace questo tipo di gioco o se sei stanco delle solite cose, ti assicuriamo che qui hai un gioco come non l’hai mai visto prima.

In conclusione
Combinare cose così diverse sembra una cattiva idea, ma Yurukill riesce a convincerci che il suo mix di generi si adatta perfettamente. Ma la cosa migliore è che riesce a distinguersi in tutti gli aspetti, il che significa che siamo di fronte a una grande visual novel ed a un fantastico sparatutto.

